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Cassazione: se la moglie è "forte" si può picchiare

La Cassazione stabilisce che "non risponde di maltrattamenti chi aggredisce il partner dal carattere forte". Sconcerto nella "società civile" e nelle associazioni a difesa dei diritti delle donne.

Ogni due giorni in Italia una donna viene uccisa, questa è la statistica terribile che sottolinea Telefono Rosa per riassumere la situazione sulla "violenza sulle donne" in Italia. Eppure se una donna è forte e conserva una dignità, e magari ha la forza di continuare a "vivere" dopo la delusione e l'amarezza di avere un marito violento che la picchia, in Italia verrà certamente "condannata" per il suo "carattere forte" e non troverà giustizia. Sentenza scioccante quella della Cassazione, numero 25138 della sesta sezione penale, che stabilisce che "non risponde di maltrattamenti chi aggredisce il partner dal carattere forte e che non risulta intimorito psicologicamente dalle percosse, verbali o fisiche" come scrive cassazione.net del 2 luglio.
La Cassazione con questa emblematica sentenza ha accolto il ricorso di un uomo condannato ad 8 mesi di reclusione per aver aggredito la moglie con minacce violenze e ingiurie che colpivano la sua integrità fisica e morale.
Condannato in primo grado dal tribunale di Sondrio nel 2005 e dalla Corte d'appello di Milano nel 2007 ora viene assolto dalla Cassazione perché i fatti "appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell'arco di tre anni" e "che non rendono di per sé integrato il connotato di abitualità della condotta di sopraffazione". Sconcerto nella "società civile" e nelle associazioni a difesa dei diritti delle donne. Il Telefono Rosa, da parte della sua presidente Gabriella Moscatelli chiede l'intervento del Presidente della Repubblica e dichiara alla stampa: "Chiediamo l'intervento del Presidente della Repubblica perché mai più una sentenza simile possa offendere le donne, possa negare loro il loro diritto a non subire violenza di qualunque tipo e negare alle vittime il diritto di ricevere giustizia".

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