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Cassazione: se il bamboccione è precario i genitori pagano

La Cassazione ha sentenziato che un "bamboccione" se precario deve essere mantenuto dai genitori anche se fuori casa. Una sentenza che evidenzia come la precarietà della vità dei giovani ricadrà su quella generazione che ha rubato ai figli una gran parte del loro futuro.

Tommaso Padoa Schioppa forse non sarebbe rimasto troppo contento della nuova sentenza della Cassazione in favore dei cosiddetti "bamboccioni", termine coniato appunto dall'ex ministro.
Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", comunica attraverso una nota che la Cassazione ha sentenziato che il padre, separato dalla moglie, "è obbligato a mantenere il figlio maggiorenne precario e non economicamente indipendente anche se questi non convive più con la madre".
La sentenza n. 18 del 3 gennaio 2010 spiega che "l'ex moglie ha diritto all'assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne, precario, anche se questo vive da un'altra parte purché non sia economicamente indipendente".
Nel caso riportato da D'Agata, infatti, "la prima sezione civile della Suprema Corte ha respinto il ricorso di un imprenditore che era stato condannato prima dal Tribunale di Savona e poi dalla Corte d'Appello di Genova a versare alla ex moglie 400 euro al mese anche per il mantenimento della figlia maggiorenne e non più convivente che svolgeva solo lavori precari".
Sempre di più quindi la precarietà della vita dei giovani non ricadrà più solamente sulle loro spalle ma anche su coloro che li hanno messi al mondo, cioè su quella generazione che, volente o nolente, ha rubato ai figli una gran parte del loro futuro.

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