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Cassazione assolve dipendente PA che usa internet in ufficio

Una buona notizia per tutti quei dipendenti pubblici che invece di lavorare navigano dal posto di lavoro su internet. La Cassazione, infatti, ha confermato l'assoluzione di un impiegato del Comune di Stresa che in orario di lavoro aveva navigato sul web dall'ufficio.

Una buona notizia per tutti quei dipendenti pubblici che invece di lavorare navigano dal posto di lavoro su internet. La Cassazione, infatti, ha confermato l'assoluzione di un impiegato del Comune di Stresa che in orario di lavoro aveva navigato sul web dall'ufficio. Ma attenzione, la sentenza potrà giocare a favore di tutti coloro che lavorano per la Pubblica Amministrazione solo se questa ha sottoscritto, come in questo caso, "un abbonamento a costo fisso per l'accesso alla Rete".
In poche parole il dipendente comunale è stato assolto perché l'ufficio del Comune di Stresa "aveva contratto con la Telecom un abbonamento a costo fisso per l'accesso" e quindi non ha danneggiato economicamente la Pubblica Amministrazione.
Lo stesso è stato anche assolto dall'accusa di peculato per aver utilizzato il cellulare assegnatogli per parlare con amici e familiari (mentre dovrebbe essere utilizzato a fini lavorativi).
Siccome, infatti, in circa due anni l'utenza ha gravato sulle casse comunali solo 75 euro e l'uomo ha inviato 276 sms e affettuato 625 telefonate, la Cassazione ha stabilito che il tempo passato al cellulare per fini privati era stato esiguo, non producendo un "concreto incremento economico".

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