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Melania Rea: "summa di elementi" indiziari contro Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi è stato arrestato con l'accusa di aver ucciso la moglie, Melania Rea. "Ha fatto tutto da solo" spiegano gli inquirenti, e il carcere sembra essersi reso necessario per il pericolo di reiterazione del reato e inquinamento delle prove.

Salvatore Paolisi è stato arrestato, con l'accusa di omicidio pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri, che prevede come pena l'ergastolo. Per gli inquirenti sarebbe stato il marito ad uccidere quindi Melania Rea, la giovane mamma di Somma Vesuviana trovata morta a causa di una trentina di coltellate il 20 aprile scorso a Ripe di Civitella. Ma Melania Rea, stando alla perizia del medico legale, sarebbe stata uccisa due giorni prima, quindi quel 18 aprile quando Salvatore Parolisi ne denunciò la scomparsa intorno alle 15:30. E questa sembra essere la prima incongruenza che ha portato gli investigatori a sospettare del militare. Secondo il medico legale, Melania Rea sarebbe stata uccisa tra le 14:30 e le 15:30, non più tardi. Quando Salvatore Parolisi ha lanciato l'allarme, stando alla ricostruzione del medico legale, Melania Rea sarebbe stata invece già agonizzante, probabilmente morta "dopo un'agonia di circa dieci minuti". Questo è solo uno degli indizi che hanno portato a far sospettare gli inquirenti di Salvatore Parolisi, di cui è stata chiesta la custodia cautelare in carcere per paura di un possibile inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. "Salvatore Parolisi ha fatto tutto da solo", afferma infatti nel corso della conferenza stampa poche ore dopo l'arresto Alessandro Patrizio, il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli, sottolineando inoltre che il militare sarebbe "tornato a infliggere sul cadavere della moglie altre ferite post mortem, oltre ad altri segni, per depistare le indagini". Gli inquirenti pensano infatti che la furia omicida sia nata in seguito ad una discussione con la moglie, probabilmente a causa della relazione extraconiugale che Salvatore Parolisi intratteneva da un paio d'anni con la soldatessa Ludovica P. Sembra che il 23 aprile, infatti, Salvatore Parolisi si sarebbe presentato ai genitori dell'amante, ufficializzando la relazione tra i due. Per quella data, Salvatore Parolisi avrebbe dovuto quindi interrompere il matrimonio con Melania. Secondo l'accusa, che si basa sulla perizia del medico legale, Melania Rea inoltre sarebbe stata colpita alle spalle da una persona di cui si fidava, visto che prima dell'aggressione pare che si era abbassata pantaloni e collant per fare pipì. Un gesto, sembra sostenere l'accusa, che una donna fa se una seconda persona è presente solo se quest'ultima è considerata come profondamente intima. Il quadro indiziario si concentra inoltre su Salvatore Parolisi a causa di una "summa di elementi" definiti "pesanti" dagli inquirenti, "raccolti nell'ambito delle indagini che sono iniziate e sono continuate dal 18 aprile scorso" e che seguitano nonostante l'arresto del militare. Tra questi, il fatto che Salvatore Parolisi, il 19 aprile, cancella il suo profilo di Facebook, dove chattava con "Vecio alpino", che sembra di capire possa essere il nick dell'amante. Inoltre, ci sarebbero testimonianze e prove del fatto che Melania Rea non sia mai stata quel 18 aprile a Colle San Marco con il marito e la figlia Vittoria, come racconta il caporalmaggiore. Repubblica.it, inoltre, rivela che in realtà l'autopsia sul corpo della donna non avrebbe rivelato nessun altro DNA oltre a quello di Salvatore Parolisi. Ciò smentirebbe la tesi dei legali dell'uomo, che nei giorni scorsi hanno spiegato che sotto un'unghia di Melania c'era traccia di un DNA femminile (http://is.gd/XcDoNw). Nonostante i molti sospetti che gravano su Parolisi, il militare al momento dell'arresto avrebbe ribadito la propria innocenza, affermando: "Io in carcere, l'assassino di mia moglie libero - e ancora - Io non ho niente da preoccuparmi la mia coscienza è pulita, non ho paura di dover sopportare questa ristrettezza, anche il carcere, per poter dimostrare la mia innocenza" avrebbe poi aggiunto il militare parlando con i suoi avvocati. Alla tragedia, si aggiunge poi il dramma di due famiglie e della piccola Vittoria, di appena 20 mesi. La famiglia di Melania Rea annuncia che ne chiederà l'affidamento temporaneo.

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