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Melania Rea: due scontrini e un segreto inconfessabile

Il mistero intorno all'omicidio di Carmela-Melania Rea sembra da una parte allargarsi, visto che si sta cominciando a parlare di un segreto inconfessabile custodito dalla donna, e dall'altra quasi svelarsi, poiché il cerchio sembra continuare a stringersi.

Sembra stringersi il cerchio intorno ai sospettati, anche se finora gli investigatori che indagano sull'omicidio di Carmela-Melania Rea non lasciano trapelare "né il loro numero né il loro sesso". Ciò che sembra più probabile è che gli inquirenti vogliano attendere, prima delle decisive mosse finali, i risultati definitivi dell'autopsia sul corpo di Melania Rea. Ad oggi, comunque, i maggiori "indiziati", pur non essendo stati iscritti nel registo degli indagati, sembrano rimanere il marito di Melania, cioè il caporal maggiore del 235mo Reggimento Piceno Salvatore Parolisi, il suo amico Raffaele Paciolla, l'agente di polizia penitenziaria, e un conoscente vicino di casa di Melania, che avrebbe rivolto negli ultimi tempi forti attenzioni alla donna. In queste ore sembra prendere corpo l'ipotesi, ancora tutta da confermare, che Melania Rea potesse custodire un segreto che se confessato avrebbe forse sollevato un vero e proprio scandalo nell'ambiente ascolano dove viveva. Le cronache quindi ipotizzano che forse Melania, avendo deciso di rivelare tale segreto, sarebbe stata avvicinata da qualcuno che ben conosceva nel parco di Colle San Marco, e uccisa perché impossibile farla desistere dal suo intento di svelare al più presto tale verità nascosta. Una tale ipotesi che potrebbe essere supportata dal fatto che Melania Rea, stando alle prime analisi autoptiche, sarebbe morta per dissanguamento, visto che le 32 ferite inferte con una piccola arma da taglio non avrebbero intaccato alcun organo vitale. Poi vi è il mistero dei due scontrini rinvenuti vicino al corpo di Melania, nel Bosco delle Casermette. Scontrini che naturalmente potrebbero essere stati trasportati anche dal vento, ma pare che si stia pensando che possano essere un indizio sulla dinamica dell'omicidio. Uno scontrino è datato 18 aprile, giorno della scomparsa di Melania, mentre il secondo segna la data 19 aprile. Si potrebbe quindi ipotizzare che forse l'assassino, o gli assassini, della giovane mamma 29enne possa essere tornato sul luogo del delitto per "orchestrare una messinscena con siringa e laccio emostatico". Intanto continuano gli interrogatori. Il marito di Melania pare che finora abbia sempre risposto alle domande degli inquirenti senza avvalersi di un legale. Al contrario l'amico Paciolla ha preferito, come legge gli consente, di essere assistito. Un nodo che sembra si voglia sciogliere è la strana coincidenza di un rapporto intimo avuto tra Melania e il marito Parolisi una decina di giorni prima proprio in quel Bosco delle Casermette dove è stato trovato il cadavere delle donna, fatto raccontato pare per primo da Paciolla e confermato in seguito dal caporal maggiore. Al centro degli interrogatori, inoltre, una valigia che avrebbe dovuto trovarsi nell'auto di Sarvatore Parolisi, anche se finora non si capisce l'importanza di tale informazione.

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