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Melania Rea:chiesto arresto di Salvatore Parolisi. Prova nei tabulati?

Una fuga di notizie ha anticipato che la Procura di Ascoli ha richiesto al gip l'arresto di Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, finora unico indagato, per omicidio volontario.

Una fuga di notizie ha svelato che la Procura di Ascoli Piceno ha richiesto l'arresto di Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea, la giovane mamma di Somma Vesuviana ritrovata uccisa il 20 aprile scorso nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo). Lo scoop è del giornale abruzzese "Il Centro", e ora sarà il gip Carlo Calvaresi a decidere se procedere o meno con il fermo. La notizia della richiesta d'arresto doveva naturalmente rimanere segreta fino almeno alla decisione del gip, e per questo si ipotizza che il giudice cercherà quanto più possibile di accorciare i tempi della sua decisione. Di "giustizia colabrodo" parlano i legali di Salvatore Parolisi, riferendosi a questa fuga di notizie, ricordando che "l'indagato è una persona e come tale va trattato con tutte le garanzie del caso". A far decidere per questa svolta investigativa sarebbero tutta una serie di elementi che porterebbero a sospettare del marito di Melania Rea come possibile omicida. Il 13 luglio, inoltre, il medico legale Adriano Tagliabracci ha depositato la perizia relativa all'autopsia effettuata sul corpo di Melania Rea, dove vi sarebbe scritto che l'assassino della donna avrebbe cercato di "scannarla". Nella perizia si leggerebbe che l'aggressore avrebbe inizialmente provato a colpire, da dietro, Melania Rea, che però sarebbe riuscita a svincolarsi dalla stretta. Melania avrebbe provato a fuggire ma una volta caduta, supina, sarebbe stata raggiunta dalle coltellate del suo assassino, inferte principalmente al capo, al collo e al tronco. Solo successivamente, forse più in prossimità del 20 aprile che del 18, quando Salvatore Parolisi ne denunciò la scomparsa, l'omicida avrebbe inferto a Melania Rea, già morta, dei colpi con un'altra arma contundente, forse un punteruolo. La richiesta di fermo per Salvatore Parolisi sarebbe stata decisa per due ordini di motivi. Il primo, perché sembra che si tema un pericolo di inquinamento di prove, o anche di fuga. La seconda, perché gli investigatori sembrano abbastanza sicuri delle prove accumulate e dei risultati raggiunti. In particolare, pare che a far insospettire gli agenti sia stato anche il fatto che il 19 aprile, il giorno dopo la scomparsa di Melania Rea, Salvatore Parolisi avrebbe cancellato il suo profilo su Facebook dove comunicava con l'utente "Vecio alpino", come si legge sul Corriere della Sera. Successivamente, poi, il marito di Melania Rea si sarebbe "sbarazzato" del cellulare che era dedicato solo alla sua amante, la soldatessa Ludovica P. Inoltre, forse una delle prove che viene ritenuta più decisiva, il fatto che la scientifica avrebbe stabilito che sia il cellulare di Salvatore Parolisi che quello di Melania Rea il 18 aprile non sarebbero stati agganciati dalla cella di Colle San Marco (Ascoli), dove il caporalmaggiore sostiene che sia avvenuta la scomparsa della moglie, ma da quella di Ripe di Civitella (Teramo), dove è avvenuto l'assassinio. Ora non rimane che attendere la decisione del gip, che però, come rivelano alcune fonti investigative all'Agi, dato la "voluminosità del materiale dell'inchiesta non deciderà a breve".

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