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Melania Rea: Parolisi verrà scarcerato? I tre pilastri della difesa

Salvatore Parolisi, accusato dell'omicidio di Melania Rea, attende la decisione del Tribunale del Riesame dell'Aquila, che dovrà decidere sulla richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali, che sembrano articolare la difesa del militare intorno a 3 punti chiave.

Oggi il Tribunale del Riesame dell'Aquila dovrà decidere sulla richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Salvatore Parolisi, in prigione in attesa del processo perché accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea. Al contrario di quanto avvenuto davanti ai gip di Ascoli Piceno e di Teramo, questa volta Salvatore Parolisi non si è avvalso della facoltà di non rispondere, dichiarandosi nuovamente innocente. Davanti al giudice, ha ricostruito cosa sarebbe successo quel 18 aprile a Colle San Marco (Ascoli Piceno), giorno e luogo in cui secondo il caporalmaggiore sarebbe scomparsa la moglie Melania Rea, che stando al suo racconto si sarebbe allontanata per andare in bagno non facendo più ritorno al pianoro. Il corpo di Melania Rea è stato poi ritrovato due giorni dopo, martoriato da una trentina di coltellate, a pochi chilometri, cioè a Ripe di Civitella (Teramo). Gli avvocati di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile (gli stessi che difendono la famiglia di Sarah Scazzi) si dicono "soddisfati di come sono andate le cose", e ai giudici hanno consegnato una memoria difensiva di oltre 150 pagine che sembra articolarsi soprattutto intorno a 3 punti chiave. Prima di tutto i legali di Salvatore Parolisi pare che contestino l'ora della morte di Melania Rea come fissata dall'autopsia. In secondo luogo, secondo Biscotti e Gentile, gli inquirenti avrebbero trascurato delle tracce biologiche rinvenute sul corpo di Melania Rea, per concentrarsi maggiormente su quelle del caporalmaggiore. I legali di Parolisi, infatti, rivelerebbero che sarebbero state isolate ben tracce biologiche riconducibili a 6 profili maschili, oltre a diverse altre tracce miste. Inoltre, contestano l'importanza del DNA di Salvatore Parolisi ritrovato nella bocca della moglie mentre premono per approfondire la questione del DNA femminile ritrovato sotto l'unghia di Melania Rea. Infine, gli avvocati di Salvatore Parolisi contestano i risultati delle analisi delle celle telefoniche, sottolineando che non si può stabilire con certezza assoluta dove fossero, in base a tali dati, Melania Rea e il marito quel 18 aprile scorso.

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