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Melania Rea: Parolisi colpevole al 90. Forse dichiarazioni spontanee

I legali di Salvatore Parolisi annunciano che forse durante l'udienza in merito alla richiesta di revoca della misura cautelare il caporal maggiore renderà "dichiarazioni spontanee" per difendersi dall'accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea.

I legali di Salvatore Parolisi, accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea, hanno presentato una istanza di riesame, e probabilmente la data dell'udienza sulla richiesta di revoca della misura cautelare arriverà alla fine di agosto. Gli avvocati di Parolisi hanno però preannunciato che il caporalmaggiore renderà probabilmente delle dichiarazioni spontanee per difendersi dalle accuse, visto che continua a professarsi innocente, anche in una lettera inviata alla trasmissione "Quarto Grado" pochi giorni fa. Scrive Salvatore Parolisi, anche all'amate Ludovica, la soldatessa con cui intratteneva da due anni una relazione extraconiugale. Il militare dice di "amarla" e di "non volerla perdere", ma tale missiva conferma solo "il forte legame tra i due, niente di più", spiegherebbero gli investigatori che indagano sul delitto di Melania Rea, ancora avvolto nella nebbia nonostante Parolisi sia in carcere. Il giudice per le indagini preliminari di Teramo, Giovanni Cirillo, spiega infatti a Vanity Fair (http://is.gd/yz02yq) che in realtà "gli indizi raccolti non ci permettono di affermare con certezza che Parolisi abbia materialmente ucciso la moglie Melania Rea", aggiungendo: "Non sappiamo con certezza che cosa è accaduto in quel boschetto. Per quanto ne sappiamo, lui potrebbe solo averla accompagnata sul luogo dove è stata uccisa". Cirillo ha però convalidato l'arresto perché "le bugie che ha raccontato, il falso alibi della scomparsa di Melania a Colle San Marco, i tentativi di allontanare le indagini da sé" lo avrebbero convinto "che era colpevole al 90 per cento", sottolineando che ciò era essenziale "per impedirgli di continuare a inquinare e cercare di depistare le indagini". Anche la pista del delitto passionale pare venire progressivamente abbandonata, visto che inquirenti e investigatori sembrano maggiormente propensi a credere che forse Melania Rea custodiva un "segreto inconfessabile" che non aveva però più intenzione di mantenere tale. Intanto la Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti e indaga per capire se all'interno della caserma ascolana sede del 235 Rav Piceno, dove Salvatore Paolisi addestrava soldatesse, siano stati commessi abusi.

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