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Nucleare Italia, Rubbia: lo tsunami "in passato anche a Messina"

Prima di Fukushima, ma purtroppo anche durante la crisi dei reattori, i "nuclearisti" erano pronti a difendere il "nucleare italiano" a tutti i costi, "perché una cosa così non può succedere da noi". Ma Rubbia ricorda che "fenomeno del genere lo abbiamo visto in passato anche a Messina".

La tragedia nucleare di Fukushima rischia di pregiudicare il futuro dell'energia nucleare a scopi civili. La sicumera dei più accaniti "nuclearisti" sembra smorzata dalla piega apocalittica che sta assumendo la catastrofe dei reattori giapponesi (che ora sputano anche plutonio). Nonostante tutto questo, la legge sul "nucleare" il governo Berlusconi non l'ha ritirata (ha solamente fermato la costruzione delle centrali con la "moratoria", per un anno) ed è necessario, per liberare l'Italia dall'atomo, di una forte partecipazione al referendum del 12 e 13 Giugno. Nel frattempo anche importanti premi Nobel come Carlo Rubbia invitano ad una seria pausa di riflessione sul "nucleare", sottolinenado la mancanza di "certezze" delle centrali nucleari per ovvi limiti "umani". Carlo Rubbia in visita ai laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso (che inaugurano l'avvio dell'esperimento Icarus - Imaging Cosmic and Rare Underground Signals), come riportato anche da Rai News dice: "Sul nucleare serve un momento di riflessione profonda" e "in molti non si sarebbero aspettati un evento del genere in un paese come il Giappone. E' vero che c'è stato uno tsunami, ma un fenomeno del genere lo abbiamo visto in passato anche a Messina. Fenomeni così eccezionali accadono ovunque". Ma la tracotanza dell'uomo non ha limiti e proprio pochi giorni fa mamme con in braccio i loro bambini hanno protestato a Tokyo contro la centrale nucleare di Hamaoka nella prefettura di Shizuoka. Questa centrale è "ad altissimo rischio" visto che è costruita proprio sul punto in cui si congiungono delle placche tettoniche. A un centinaio di chilometri da Nagoya e a 200 da Tokyo potrebbe infatti prepararsi una nuova catastrofe post Fukushima.

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