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Icarus: Carlo Rubbia incomincia il volo verso la "materia oscura"

Icarus è l'esperimento che, paradossalmente, dalle viscere della terra del Gran Sasso permetterà l'esplorazione dei confini dell'universo. Giganteschi rivelatori ad argon vaglieranno il comportamento dei raggi cosmici che attraversano noi e la terra senza colpo ferire. O quasi.

Il nome dell'esperimento che promette di arrivare al centro della "materia oscura" (di cui sarebbe composta per il 95% la nostra realtà) è affascinante: Icarus. Naturalmente, come di moda nel mondo anglosassone, il nome nasconde un significato nascosto ed esplicativo, un acronimo che significa "Imaging Cosmic and Rare Underground Signals". L'esperimento è stato inventato da Carlo Rubbia nel 1977 e ci sono voluti almeno 20 anni per costruirlo e metterlo in opera sotto la montagna del Gran Sasso dove, in enormi gallerie, prosperano i laboratori sotterranei più grandi del mondo dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Carlo Rubbia presente all'innaugurazione di Icarus non nasconde l'entusiasmo per il progetto: "Icarus è innovazione , è scienza pura , è curiosità ed è sempre stata la curiosità a spingere l'uomo al progresso, ad andare sulla luna". Icarus, di fatto uno fra i più grandi rivelatori di particelle al mondo, consiste essenzialmente in due enormi contenitori di argon liquido lunghi 20 metri, larghi e alti 3 che non sono altro che "rivelatori" giganteschi di neutrini. Icarus rivelerà neutrini da sorgenti "naturali" e quelli prodotti dall'uomo (come ad esempio quelli prodotti da reazioni nucleari) come quelli "sparati" in un fascio dal CERN di Ginevra che vengono intercettati da Icarus proprio sotto il Gran Sasso. I neutrini sono elettricamente neutri, colpiscono i rivelatori nell'ordine di miliardi di volte ogni giorno, ma pochissimi di questi, che si possono davvero contare sulla punta delle dita, interagiscono con i nuclei di argon, potendo essere studiati da un software particolare. "Ogni secondo, di giorno come di notte, senza rendercene conto, siamo attraversati su ogni centimetro quadrato da ben 65 miliardi di neutrini solari, ad una velocità vicina a quella della luce" scrive sul Corriere della Sera proprio Carlo Rubbia per spegare l'esperimento (http://is.gd/bJ4vFH). Non a caso i neutrini fanno parte di quella "materia oscura" che ci "trapassa" senza che ce ne accorgiamo, quella materia che apparentemente non "interegisce" con il 5% di "realtà" che rappresentiamo. Dice bene Rubbia quando sottolinea che Icarus "Sarà un cacciatore di materia oscura. La materia oscura è la cosa più straordinaria ancora da capire, è una parte della materia che ci attraversa, che ci domina e che noi non conosciamo".

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