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Cambogia: 35 anni al "compagno Duch", boia del regime

Kaing Guek Eav, il "compagno Duch", ex direttore del "carcere mattatoio" S21 Tuol Sleng, dove sotto il regime dei Khmer Rossi morirono oltre 14 mila persone, è stato condannato a 35 anni di carcere, ma alla fine ci resterà solamente 19 anni.

Lunedì scorso 26 luglio è stata una giornata storica per la martoriata Cambogia.
Il "compagno Duch", ex direttore del "carcere mattatoio" S21 Tuol Sleng, dove sotto il regime dei Khmer Rossi morirono oltre 14 mila persone, è stato condannato a 35 anni di carcere. Tutto sommato una pena "di compromesso" visto che il popolo e i discendenti delle vittime del genocidio si aspettavano quantomeno l'ergastolo.
Kaing Guek Eav, il vero nome del "compagno Duch" ha 67 anni ed è stato condannato a Phnom Penh da un tribunale di giudici cambogiani sotto l'egida dell'ONU. E' stato riconosciuto colpevole di omicidio, torture, crimini contro l'umanità. Il compagno Duch era un ex professore di matematica che diventò il boia simbolo del regime comunista dei Khmer Rossi.
I Khmer Rossi rimasero al potere in Cambogia dal 17 aprile 1975 al 9 gennaio 1979 e si stima che il governo del Partito Comunista della Cambogia (questo il nome ufficiale) abbia provocato la morte di oltre 2 milioni di persone attraverso esecuzioni, torture, carestie, stenti, lavori forzati.
Il regime cambogiano fu paragonabile a quello di Hitler e Stalin e rimane uno dei più violenti del XX secolo.
Il compagno Duch è il responsabile, come direttore del carcere S21, della uccisione e della tortura fisica e psicologica di circa 14.000 persone Il boia Kaing Guek Eav ora dice di essersi convertito dal buddismo al cristianesimo e di provare "rimorso per le vittime".
"Ero come un ingranaggio di una macchina " si è giustificato, sottolineando di non avere mai personalmente ucciso nessuno ed aver torturato "solamente" due esseri umani.
Comunque "Duch" dei 35 anni di condanna se ne farà solamente 19 tra attenuanti e periodi di carcere già scontati.
Questo per la maggioranza dei cambogiani è un affronto alla memoria delle vittime anche perché sembra che il tribunale sia stato più volte accusato di essere corrotto, troppo lento ed ingiusto.

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