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Tanzi in tribunale: compro ancora i prodotti Parmalat

Calisto Tanzi è tornato oggi in aula a Parma per rispondere alle accuse che gli sono mosse dal tribunale per il crac da 14 miliardi di euro del Gruppo Parmalat, nel 2003. Dice che non vuole fuggire e che la sua intenzionere era quella di "salvare la Parmalat".

Calisto Tanzi è tornato oggi in aula a Parma per rispondere alle accuse che gli sono mosse dal tribunale per il crac da 14 miliardi di euro, nel 2003, del Gruppo Parmalat.
I pm chiedono vent'anni di reclusione e Calisto Tanzi risponde che "possono chiedere quello che vogliono. Sarà il tribunale a decidere" tenendo a precisare ai cgiornalisti che gli chiedono dei commenti durante una pausa del processo che che la sua "intenzione era quella di salvare Parmalat".
Parmalat "è ancora un'azienda sana, che produce e ha mercato", continua Tanzi, specificando che lui ancora compra i prodotti col marchio del gruppo.
La procura di Milano ha chiesto l'arresto di Calisto Tanzi per paura che fuggire ma oggi i suoi difensori, prima dell'arringa difensiva, hanno consegnato il passaporto dell'ex patron della Parmalat.
"Non ho mai avuto nessuna intenzione di fuggire", dice sempre ai giornalisti Tanzi spiegando che quando era andato in Ecuador era solo per "riposarsi intanto che l'inchiesta proseguiva", su consiglio sbagliato del suo ex avvocato.

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