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Sean Parker: da Facebook al CRISPR contro il cancro per la teriaca 2.0

Sean Parker, il miliardario di Napster e Facebook, dopo la creazione dell'Istituto per l'immunoterapia contro il cancro che porta il suo nome, ha incassato il primo ok per utilizzare, per la prima volta negli USA, la controversa tecnica di "copia e incolla genetico" CRISPR sugli esseri umani. Sperando in una teriaca 2.0 e non in un nuovo Jesse Gelsinger.

Il CRISPR (che non è il nome di un panino da fast food, dato che in questo caso la "carne da macello" è genuinamente umana) sta continuando la sua corsa verso la "riprogrammazione genetica" dell'essere umano. E ovviamente verso quell'ideale eugenetico che si credeva seppellito con la fine del nazismo. Si tratta di una tecnica genetica (si chiama per l'esattezza CRISPR / Cas9) che permette ai genetisti di fare "copia e incolla" con i frammenti di DNA . Una tecnica che rilancia la controversa "terapia genica" che era, prima dei dolorosi fallimenti, una speranza di qualche decennio fa.

Per la moderna scienza l'Uomo è infatti un po' come un computer, un mero calcolatore, dove i geni sono le stringhe di codice in cui "il caso" (o nostro Signore, per gli scienziati credenti) avrebbe scritto il programma della vita stessa (e gli algoritmi del suo funzionamento). Ogni malattia, per chi vede il mondo dietro la lente della "predisposizione genetica", e del meccanicismo, sarebbe quindi dovuta ad un cattivo funzionamento di questo codice, e di conseguenza un buon "genetista programmatore" (dotato di CRISPR) potrebbe ripararlo.

Che il DNA umano fosse rovinato e da "riparare" l'ha detto anche Papa Francesco (leggi "Papa Francesco sfida Darwin? DNA uomo rovinato. Come da rivelazioni di don Guido Bortoluzzi"), ma da qui a pensare che cambiando l'ordine delle lettere dei geni si possa arrivare all'uomo perfetto, l'uomo cioè senza più difetti e malattie, è davvero al confine di una certa fantascienza.

Quella fantascienza pulp dei fumetti, ad esempio, da cui sembra davvero arrivare questo nuovo capitolo sul CRISPR / Cas9 (il precedente capitolo si può leggere nell'articolo "Eugenetica oggi: le nuove cavie sono i feti. Anche dal Giappone ok a genoma-editing su embrioni umani"). Anche qui, come nei migliori album a colori, c'è un multimiliardario che ha messo a diposizione soldi ed influenza per battere il cancro "riprogrammando" i geni.

L'eroe si chiama Sean Parker (non a caso Peter Parker è il vero nome dell'Uomo Ragno) ed ha sborsato ben 250 milioni di dollari per fondare il suo Parker Institute for Cancer Immunotherapy. Un istituto di "meta ricerca" (è infatti costruito come una rete di ricercatori e di istituti universitari) che punta tutto sull'"immunoterapia", ovvero sulla convinzione che debba essere il sistema immunitario umano (ma dovutamente riprogrammato) a battere il cancro.

Sean Parker, il cui patrimonio stimato è di 2.4 miliardi di dollari, ha fatto i soldi con Napster (il sito di musica pirata d'antan) e con Facebook (di cui diventò presidente, poi allontanato per il noto fattaccio della cocaina), ma ovviamente ha le azioni un po' dappertutto (ad esempio Spotify). Da ricordare che come Elon Musk, Jeff Bezos e (pochi) altri, Parker è uno che appartiene a quell'uno per cento della popolazione mondiale che detiene la ricchezza di tutto il 99 per cento degli abitanti del pianeta.

Negli Stati Uniti una delle università "affiliate" al Parker Institute for Cancer Immunotherapy, l'Università della Pennsylvania, ha appena incassato l'ok (ma non unanime) dal "panel" di biosicurezza e bioetica del National Institutes of Health per la modifica, attraverso CRISPR, dei linfociti T contro tre tipi di tumori. Le cellule immunitarie, secondo il progetto, saranno quindi "reingegnerizzate" e reinserite nell'organismo dei pazienti per vincere mieloma, il melanoma e il sarcoma.

La tecnica che verrà usata dai ricercatori fornirà un "farmaco vivente" per raggiungere quell'obiettivo che Parker chiama nella sua modestia "il progetto Manhattan per curare il cancro con il sistema immunitario". Ovviamente proprio come il progetto Manhattan, creato per il bene radiologico dell'umanità (e per la gioia degli attuali hibakusha) i brevetti saranno sfruttati sine die, ovviamente per il bene dell'umanità, da chi all'inizio "ci ha creduto".

In questo modo se verrà scoperta una cura "immunologica" contro il cancro, la fondazione Parker non solo sarà la proprietaria del brevetto (come si usa appunto nel meraviglioso mondo dell'informatica), ma è determinata a portare il risultato immediatamente sul mercato. Uno dei pezzi forti del Parker Institute for Cancer Immunotherapy è infatti proprio la riprogrammazione delle "T cells" con cui, teoricamente, l'ex presidente di Facebook è convinto di poter guarire ogni male. Una sorta di teriaca 2.0, di panacea definitiva di tutti i mali.

Se il protocollo dell'Università della Pennsylvania avrà il placet anche della Food and Drug Administration (FDA) sarà la prima volta che negli Stati Uniti si darà il via libera ad una tecnica CRISPR su esseri umani. E' infatti dal 1999 che la "terapia genica" sugli uomini negli USA è stata fermata proprio dalla FDA, dopo la tragica morte di Jesse Gelsinger (sempre alla University of Pennsylvania), dopo un'iniezione di un adenovirus che faceva da vettore di un gene modificato per curare la sua malattia ereditaria.

Ma dopo tutti questi anni la terapia genica può ora contare su un nuovo e più preciso "copia e incolla" del DNA che si chiama CRISPR e soprattutto su un nuovo supereroe che si chiama Peter Parker. Pardon Sean Parker.

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