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Malagò: contro gli ultrà fare come la Thatcher con gli Hooligans

Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, si dice favorevole ad un tavolo comune tra Istituzioni, Forze dell'Ordine e il mondo dello sport per risolvere il problema degli ultrà, e al governo chiede il pugno duro come fece la Thatcher con gli Hooligans in Inghilterra. Malagò ammette che "oggi esiste un problema strutturale nel mondo del calcio" mentre Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, ricorda al governo che "la Figc non è in grado di garantire l'ordine pubblico, non ha né questo ruolo né gli strumenti''.

"Bisogna fare come la Thatcher con gli Hooligans ed è indispensabile avere certezze immediate di pena. A Villarreal un signore che ha tirato una banana è stato arrestato e interdetto a frequentare uno stadio a vita" afferma il presidente del Coni Giovanni Malagò al termine della giunta del Comitato Olimpico, commentando le violenze prima della finale di Coppa Italia e le "trattative" con gli ultrà all'interno dello stadio Olimpico. Malagò chiarisce però che "quanto accaduto sabato a Roma non porterà a spostare la sede della finale di Coppa Italia né a rivedere la candidatura della Capitale per alcune delle partite dell'Europeo itinerante del 2020 perché "non c'è niente di peggio di darla vinta e sarebbe la cosa più sbagliata del mondo". Malagò annuncia quindi un prossimo incontro con il presidente della Federcalcio (Figc) Giancarlo Abete "per risolvere i problemi", dicendosi favorevole ad un tavolo comune tra Istituzioni, Forze dell'Ordine e il mondo dello sport. Il numero uno del CONI chiarisce: "Serve una presa di posizione speciale, straordinaria. Ci aspettiamo a breve una serie di risultanze concrete sulla base di quanto dichiarato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal presidente del Consiglio Marreo Renzi e dal ministro dell'Interno Angelino Alfano".

Malagò ammette che "oggi esiste un problema strutturale nel mondo del calcio" e per questo, spiega, "serve una rivisitazione del sistema che non può non tenere conto dei ruoli di Federazione, Leghe e Forze dell'Ordine, compreso il Ministero dell'Interno, lo Stato e il Governo". In conferenza stampa è poi intervenuto Giancarlo Abete, assicura che da parte della Figc "c'è tutta la disponibilità a un maggiore rigore del quadro normativo e chi sbaglia paghi", precisando però che "la federazione non è in grado di garantire l'ordine pubblico, non ha né questo ruolo né gli strumenti''. Commentando le parole di Matteo Renzi, che ha affermato come debbano essere le società di calcio a prendersi cura del pagamento dell'ordine pubblico, Abete sottolinea: "Non voglio farlo diventare un problema di natura economica, ma abbiamo sempre ricordato il contributo fiscale di un miliardo da parte del mondo del calcio a fronte dei 411 milioni di risorse che vengono date al CONI".

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