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Cisl: anche con bonus Renzi tasse salgono e consumi scendono

Anche se la CISL non aderirà allo sciopero generale del 5 dicembre proclamato dalla CGIL, il sindacato guidato da Annamaria Furlan ammette che anche con il bonus Renzi la pressione fiscale continua a crescere, mentre i consumi non risalgono, tanto che "nel periodo 2010-2013 il reddito complessivo di dipendenti e pensionati è diminuito del 4,19%"

Anche se per la CISL non è tempo di uno sciopero generale, proclamato per il 5 dicembre invece dalla CGIL, il sindacato guidato da Annamaria Furlan ammette però che "continua a crescere la pressione fiscale per l'aumento delle imposte locali (regionali e comunali) mentre le imposte erariali restano costanti e tendono ad un cambio di composizione, dal reddito verso i consumi". E' quanto emerge dall'analisi elaborata dalla Cisl e dai Caf Cisl sulle dichiarazioni dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati, che vede nel 2013 una diminuizione dell'Irpef pari al 2% (circa 77 euro) ma un aumento di IVA e accise, che passa dal 9% del 2010 al 10,1% del 2014. Di conseguenza anche con il bonus Renzi (che non tocca comunque i pensionati), "la pressione fiscale sulle famiglie aumenta passando dal 30,8% nel 2010 al 31,1% nel 2014 e redditi e consumi non risalgono". Il sindacato denuncia infatti che "nel periodo 2010-2013 il reddito complessivo di dipendenti e pensionati è diminuito del 4,19%, il reddito disponibile in termini reali si è contratto del 4,7%" e "i consumi sono scesi dell'11%". La Cisl quindi avverte: "A fronte di una persistente crisi economica, associata a una crescente pressione fiscale, l'insieme delle famiglie ha reagito in parte contraendo i consumi e in altra parte utilizzando i risparmi oppure indebitandosi" tanto che "tra il 2006 e il 2012, la ricchezza media netta in termini reali delle famiglie e' diminuita del 9%, il risparmio annuale del 38%".

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