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CIA: il rapporto delle torture "legalizzate". Obama: è ciò che ci distingue da altri Paesi

La Commissione Intelligence del Senato americana pubblica il rapporto dove vengono svelate le torture perpetrate dalla CIA dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 contro i sospetti terroristi, a volte persino con l'autorizzazione del Dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Bush. Il Nobel della Pace Barack Obama, di fronte all'evidenza delle torture, ammette solo che questi "metodi di interrogatorio" erano "controproducenti".

I sospetti sono ora realtà. Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 (su cui molto c'è ancora da svelare) la CIA (Central Intelligence Agency) ha usato anche la tortura per far "confessare" i sospetti terroristi. A mettere nero su bianco quello che ormai sembrava essere il segreto di Pulcinella è la Commissione Intelligence del Senato, che ha analizzato migliaia di documenti interni della CIA, confermando come l'agenzia governativa statunitense abbia usato ed abusato delle tecniche più brutali per far parlare i prigionieri. La Commissione, invece, non sarebbe riuscita a svelare tutte le prigioni segrete che la CIA ha disseminato in mezzo mondo. Stando al rapporto della Commissione Intelligence, i detenuti della CIA sarebbero stati per esempio privati del sonno per una intera settimana mentre Khalid Shaykh Muhammad, considerato il pianificatore capo degli attacchi dell'11 settembre, avrebbe subito la tortura del waterboarding, cioè una "serie ravvicinata di annegamenti". Khalid Shaykh Muhammad non è stato l'unico prigioniero ad essere torturato con la tecnica del waterboarding. La Commissione ha ottenuto anche una fotografia di un waterboard presso il carcere in Afghanistan comunemente conosciuto come Salt Pit, anche se la CIA ha sempre negato che nell'impianto fosse mai stata praticata questa tortura. Alcuni prigionieri della CIA sarebbero persino stati uccisi durante la loro detenzione, mentre altri, con il placet del personale medico dell'intelligence americana, avrebbero subito senza alcun motivo sanitario una "alimentazione e idratazione rettale" col solo scopo di avere "il controllo totale sul detenuto". Fatto ancor più impressionante è che molti dei metodi di interrogatorio più estremi perpetrati dalla CIA, tra cui il waterboarding, sono stati autorizzati dal Dipartimento di Giustizia durante l'amministrazione Bush. Ma il rapporto ha anche provato che un certo numero di detenuti erano stati sottoposti ad altri metodi non approvati mentre erano in custodia presso la CIA .

Barack Obama, dopo la pubblicazione del rapporto, ha cercato di dare un classico colpo alla botte e al cerchio, affermando da una parte che queste pratiche rappresentano un "tradimento dei valori americani" e dall'altra lodando come "patrioti" i dipendenti della CIA a cui il popolo americano deve "un profondo debito di gratitudine", di fatto concordando con le l'opinione di George W. Bush. Di fronte all'evidenza delle torture Obama, il Premio Nobel per la Pace 2009, riesce solo ad evidenziare che questi "metodi" della CIA erano in realtà "controproducenti" poiché, spiega: "Spesso, quando qualcuno viene esposto a questi tipi di tecniche, si è disposti a dire qualsiasi cosa per alleviare il dolore e lo stress". Obama però assicura che oggi la CIA non continua ad utilizzare quesi "metodi di interrogatorio" dicendo di essere stato "molto esplicito" e di aver "proibito questo tipo di tecniche", il che potrebbe far pensare che l'attuale Presidente degli Stati Uniti, nonché comandante in capo delle forze armate, fosse quindi a conoscenza dei metodi di tortura utilizzati dalla sua organizzazione visto che è stato necessario vietarli.

La senatrice Dianne Feinstein, presidente della Commissione Intelligence, commenta durante la presentazione del rapporto: "La storia ci giudicherà per il nostro impegno diretto verso una società giusta governata dal diritto e per la volontà di affrontare una brutta verità affinché si possa dire 'mai più' ". Obama ha persino aggiunto: "Una delle cose che ci distingue da altri Paesi è che quando facciamo degli errori, li ammettiamo". In sostanza, per il governo americano sembra sufficiente presentare un fugace "scusate" per poter seppellire anni di barbarie "legalizzate". Un perdono che difficilmente gli Stati Uniti, e i media mainstream, darebbero se si scoprisse che questo tipo di torture fossero state eseguite dai servizi segreti di governi "nemici" come quello di Mosca o Teheran per esempio, Paesi che in tal caso ovviamente meriterebbero una "importazione di democrazia americana". Magari dal cielo.

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