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Telecom: 1.700 esuberi. Slc Cgil: decade l'accordo del 27 marzo 2013

Telecom Italia annuncia 1.700 esuberi. Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil, chiarisce che dichiarare oggi nuovi esuberi significa far decadere l'accordo del 27 marzo 2013 che prevedeva un aumento della produttività e una riduzione del costo del lavoro.

Dopo la presentazione da parte di Telecom Italia del piano per il ridimensionamento degli organici e per la riduzione del costo del lavoro, che prevede il taglio di alcune attività tra cui quella dei call center, cresce l'indignazione da parte dei sindacati. In una nota Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil, sottolinea di aver ricordato ai vertici di Telecom Italia, incontrati al MISE, che "i lavoratori hanno contribuito in maniera attiva al processo di contenimento degli esuberi con la sottoscrizione degli accordi del 27 marzo 2013 che, a fronte di un aumento della produttività e una riduzione del costo del lavoro, prevedeva l'internalizzazione di attività per azzerare gli esuberi aziendali". Cestaro denuncia quindi che "dichiarare oggi nuovi esuberi significa disdettare quell'accordo e ripristinare le condizioni di lavoro preesistenti che tanta efficienza ha garantito all'azienda grazie al maggior impegno e minor costo del personale coinvolto". "Inoltre - conclude il sindacalista - sino a quando non vedremo eliminata dalla vertenza la questione della societarizzazione del servizio di customer di Telecom, Slc Cgil non aprirà alcun negoziato con l'azienda perché sarà impegnata ad attivare tutte le iniziative di contrasto a tale scelta, sbagliata e dannosa per il futuro aziendale, visto che il 60% delle vendite passa attraverso questo canale". Il sindacato dei lavoratori della comunicazione della CGIL chiarisce quindi che, nonostante il MISE abbia proposto un aggiornamento al prossimo 29 luglio, "se queste dovessero restare le condizioni nessun negoziato sarà possibile".

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