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Sanità, tagli e ticket. CGIL: "inaccettabili", già spesa più bassa UE

La manovra finanziaria rischia di tagliare servizi a fasce della popolazione già troppo deboli, soprattutto nella sanità. Insomma lacrime e sangue potrebbero piovere dove queste già abbondano. La CGIL critica le proposte del Governo Berlusconi.

Arriva la bozza della manovra finanziaria del Governo e incomincia la gragnola di commenti dei partiti, movimenti e delle organizzazioni sindacali. Dalle prime osservazioni si nota un fronte comune di opinioni che convergono in una valutazione che si può sintetizzare come "più tagli e pochi investimenti". Più che infatti "per favorire la ripresa" (o per farla semplicemente "iniziare", secondo alcuni) la manovra finanziaria del Governo sembrerebbe orientata verso il mero "esercizio di stile" nella gestione di bilancio. Per questo non si capisce se gli osservatori internazionali, che chiedono sì rigore, ma anche un Paese che offra delle prospettive, potranno accontentarsi del piano di Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi. Intanto la CGIL osserva subito i previsti (e ormai consueti) tagli alla sanità, con una nota, firmata dalla segretaria confederale Vera Lamonica e dal responsabile Politiche della salute, Stefano Cecconi. "E' inaccettabile che a pagare i costi della crisi vengano chiamati sempre i cittadini più deboli, tanto più che la spesa sanitaria in Italia è già più bassa della media Ue e dei paesi Ocse", dicono da Corso d'Italia, e sottolineano che i tagli ammontato ad "oltre 5 miliardi con un finanziamento per il 2013 e 2014 che verrebbe incrementato al di sotto del PIL nominale e che quindi non coprirebbe nemmeno l'inflazione". L'osservazione della CGIL è ovviamente politica, dato che, come si legge sempre nella nota: "Insistere con i tagli, invece che riqualificare la spesa, vuol dire 'programmare' il disavanzo delle regioni, compromettendo il difficile percorso di risanamento di quelle impegnate nei piani di rientro. Bisogna rovesciare questa impostazione regressiva che considera il welfare un peso invece che un grande investimento contro la crisi e per lo sviluppo". Vera Lamonica e Stefano Cecconi ricordano inoltre il tema dei "super ticket" che ritornano in voga in questa finanziaria: "dal 2012 tornano, da 10 euro per ogni ricetta sulle visite specialistiche e dal 2014 sono previsti nuovi ticket sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie, compresi i ricoveri".

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