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Riforma Codice Antimafia: urgenti norme su beni confiscati, dice CGIL

La CGIL sulla riforma del Codice Antimafia ferma al Senato.

«Si è perso fin troppo tempo nell'approvazione delle nuove norme sull'utilizzo dei beni sequestrati e confiscati, contenute nella riforma del Codice Antimafia già approvata dalla Camera. È francamente incomprensibile, se non scandaloso, che il testo di riforma sia fermo al Senato ormai da un anno», denuncia in una nota il segretario confederale della CGIL Giuseppe Massafra.

«In quel testo - ricorda il sindacalista - che prende le mosse dalla proposta di legge di iniziativa popolare 'Io Riattivo il Lavoro', ci sono tutti i punti necessari e utili per rendere efficace e trasparente il processo di riutilizzo di un patrimonio economico e sociale sottratto alle mafie dall'azione di contrasto delle forze dell'ordine e dalla magistratura».

«Ha ragione il presidente dell'ANAC Raffaele Cantone, e con lui tutte le personalità autorevoli che invitano a velocizzare l'approvazione. - conclude il dirigente sindacale - Per questo la CGIL è pienamente mobilitata ed è pronta ad organizzare tutte le iniziative necessarie a sensibilizzare l'opinione pubblica e a scuotere l'inerzia delle forze politiche».

© riproduzione riservata | online: | update: 17/02/2017

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