le notizie che fanno testo, dal 2010

Occupazione cresce ma è precaria e non per giovani. CGIL: scenario preoccupante

La CGIL commenta gli ultimi dati Istat sull'occpazione in Italia.

«L'aumento dell'occupazione è quasi tutto dovuto alla crescita dei tempi determinati, segno che il lavoro generato è precario, debole e sempre più di breve o brevissima durata. Purtroppo non si ferma la fiera della precarietà», denuncia in una nota il segretario confederale della CGIL Tania Scacchetti, commentando i dati diffusi dall'Istat sull'occupazione.

«Il trend del 2017 sembra confermato anche nei dati di gennaio 2018. Uno scenario preoccupante anche perché - sottolinea - la crescita dell'occupazione favorisce quasi esclusivamente le fasce di età maggiori, oltre ai giovani, lasciando indietro quelle di età centrale (25 - 49 anni) che, in assenza di stabilità, rischiano di vedere pregiudicata la propria prospettiva occupazionale e sociale».

«In un Paese in cui da anni si registrano ritardi strutturali negli indici occupazionali, il tema della qualità del lavoro deve essere considerato una vera e propria emergenza. Le grandi trasformazioni del sistema economico e produttivo possono essere affrontate solo attraverso la qualificazione e la valorizzazione del lavoro. Per questo - conclude Scacchetti - serve sostenere gli investimenti, a partire da quelli pubblici, e governare l'innovazione tecnologica».

© riproduzione riservata | online: | update: 03/03/2018

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Occupazione cresce ma è precaria e non per giovani. CGIL: scenario preoccupante
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI