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Jobs Act: oltre a direzione PD si incontrano anche CGIL, CISL e UIL

Lunedì 29 settembre non si incontrerà solo la direzione del PD per cercare un accordo con la minoranza del partito sul Jobs Act, che non vuole l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Si danno appuntamento anche CGIL, CISL e UIL per capire se tra i tre sindacati c'è una linea unitaria sulla riforma del lavoro e un possibile sciopero generale.

Mentre si riunirà la direzione del PD per cercare un accordo con la minoranza del partito sul Jobs Act e in particolare sull'abolizione dell'articolo 18, anche i tre sindacati maggiori si danno appuntamento per lunedì 29 settembre. L'obiettivo di CGIL, CISL e UIL è quello di capire se c'è una linea unitiaria in merito alla riforma del lavoro, e comprendere se i tre sindacati proclameranno insieme quello sciopero generale già annunciato da Corso Italia se Matteo Renzi procederà con il Jobs Act attraverso un decreto. L'incontro dovrebbe avvenire domani mattina nella sede della CISL. E mentre Matteo Renzi alza le barricate ribadendo che il governo "cambierà lo Statuto dei lavoratori pensato 44 anni fa", Susanna Camusso rivela che finora il premier si fa negare persino al telefono. "Ho chiamato il centralino di Palazzo Chigi per parlare con Renzi, ci hanno risposto sempre segretarie molto gentili, ma non abbiamo parlato con lui. L’avevamo cercato anche per venire al Congresso, e non è venuto" spiega la leader di CGIL, chiarendo: "Il premier non pensa di avere relazioni con le organizzazioni sindacali. - ma sottolinea - Da Confindustria, al contrario, riceve documenti e recepisce suggerimenti". Intervistato da Maria Latella su Skytg24, Maurizio Landini, leader della Fiom, invece avverte: "Il Partito Democratico può decidere quello che vuole, Renzi può pensare di fare decidere al Parlamento queste leggi folli sul lavoro ma deve sapere che noi come sindacato non ci fermiamo. Di fronte a leggi sbagliate, ricette vecchie, ci siamo stancati: basta continuare a dire che il problema dell'Italia è che i lavoratori hanno troppi diritti. E' vero il contrario".

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