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Camusso: Def 2015 è produttore di diseguaglianze. Le tre proposte della Cgil

Susabba Camusso denuncia che il Documento di economia e finanza (Def) "è produttore di diseguaglianze" perché "si scommette, ancora una volta, su una ripresa senza nuova occupazione e si continua sulla strada delle iniquità del sistema fiscale e dei tagli alla spesa pubblica" La CGIL presenta quindi al governo tre proposte per migliorare il Def 2015.

"Non c'è discontinuità con le politiche economiche dei governi precedenti" denuncia la CGIL, valutando il Documento di economia e finanza (Def) approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 aprile 2015. Susanna Camusso, nel corso di una conferenza stampa, sottolinea infatti: "Si scommette, ancora una volta, su una ripresa senza nuova occupazione e si continua sulla strada delle iniquità del sistema fiscale e dei tagli alla spesa pubblica, a scapito del lavoro e del welfare". La Camusso chiarisce che nel Def 2015 "non c'è né crescita, né lotta alla disoccupazione" ma anzi "è produttore di diseguaglianze non solo per i tagli alla spesa pubblica, ma perchè presuppone per l'ennesima volta il mancato rinnovo dei contratti del pubblico impiego, teorizzando la riduzione generale dei salari". Il segretario generale della CGIL si domanda quindi "come si possa affermare che ci sia un aumento dei consumi". Da parte sua, la CGIL ha presentato tre proposte per contribuire a migliorare il Def 2015:
- La prima riguarda l'introduzione di un'imposta sulle grandi ricchezze finanziarie per recuperare le risorse utili a realizzare un piano straordinario per l'occupazione giovanile e femminile. Si tasserebbe solo il 5% delle famiglie italiane finanziariamente più ricche, con aliquota progressiva per la parte eccedente i 350mila euro. Il gettito potenziale è di 10 miliardi di euro l'anno.
- La seconda proposta è relativa all'aumento della tassazione sulle successioni, almeno a livello europeo, per sostenere investimenti pubblici e nuova occupazione, nonché evitare ulteriori tagli al welfare e, in particolare, alla sanità pubblica. Con questa operazione si recupererebbero circa 4 miliardi di euro l'anno.
- La terza è quella di utilizzare i fondi pensione dei lavoratori anche per lo sviluppo del Paese, coinvolgendo le parti sociali e la Cassa depositi e prestiti. Quest'ultima dovrebbe individuare specifici strumenti finanziari per far si che i fondi possano essere strumenti utili per rilanciare politiche di creazione di occupazione e di sostegno allo sviluppo infrastrutturale, sociale e produttivo del Paese, tutelando il risparmio previdenziale e garantendo la redditività dei patrimoni.

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