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CGIL: sciopero generale 5 dicembre per riconquistare "diritti e dignità persone"

Susanna Camusso annuncia lo sciopero generale di 8 ore proclamato dalla CGIL per il 5 dicembre 2014, di tutti i settori pubblici e privati. Lo sciopero generale segue politicamente la manifestazione del 25 ottobre a Roma, per protestare contro il Jobs Act (riforma del lavoro) e legge di stabilità 2015.

Susanna Camusso annuncia lo sciopero generale di 8 ore proclamato dalla CGIL per il 5 dicembre 2014. Come si legge del documento approvato dal Comitato Direttivo della Cgil Nazionale, lo sciopero generale segue politicamente la manifestazione del 25 ottobre a Roma, per protestare contro il Jobs Act (riforma del lavoro) e legge di stabilità 2015. Per la CGIL, infatti, questi provvedimenti "sono sbagliati ed inefficaci" e riducono "i diritti e la dignità delle persone". Inoltre, per la CGIL, Jobs Act e legge di stabilità 2015 "non determinano quel cambio di verso nella politica economica e sociale che sarebbe necessario ed urgente per riaprire una fase di crescita dell'economia e dell'occupazione, a partire dall'incidere sulle scelte dell'Unione europea per cambiare la logica del rigore e dell'austerità". Il sindacato guidato da Suanna Camusso quindi chiarisce: "La situazione sociale ed economica, l'iter parlamentare del Jobs Act e della legge di stabilità - con un reiterato ed eccessivo ricorso al voto di fiducia che priva il Parlamento della propria funzione di luogo del dibattito e della mediazione politica - nonché la sempre più evidente scelta del governo di avere a riferimento il blocco sociale rappresentato da Confindustria e dalle altre Associazioni datoriali, impongono di continuare nella mobilitazione e nella lotta, dando ad esse respiro e prospettiva. - concludendo - Per questo il Comitato Direttivo della CGIL sceglie di stare e sostenere l'unità delle Categorie dei pubblici e proclama per venerdì 5 dicembre uno sciopero generale di 8 ore di tutti i settori pubblici e privati, rivolgendo nel contempo un appello a CISL e UIL perché tale occasione possa costituire l'opportunità di un momento di mobilitazione unitaria e generale".

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