le notizie che fanno testo, dal 2010

CGIL: petizione contro accorpamento a domenica delle festività laiche

La manovra aggiuntiva sta per essere discussa, in vista dell'approvazione finale in Parlamento. E la CGIL, che la considera in molte sue parti "iniqua", lancia anche una petizione per evitare che le festività laiche e civilli vengano accorpate alla domenica.

Nei prossimi giorni verrà discussa la manovra aggiuntiva, quella da 45,5 miliardi di euro che si va a sommare a quella già approvata da circa 80 miliardi, che ha come obiettivo quello del raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013. Maggioranza, opposizione e parti sociali, questa volta, sembrano essere meno disposti (rispetto alla scorsa volta) a far passare misure che rischiano di penalizzare, e non poco, non solo la già debolissima ripresa economica dell'Italia ma anche alcuni diritti acquisiti negli anni passati e che ora rischiano addirittura di scomparire. Si parla di riformare lo Statuto dei lavoratori, di posticipare a due anni il TFR, di non pagare le tredicesime ai dipendenti se gli obiettivi della pubblica amministrazione non vengono raggiunti, di rivedere le norme sulla contrattazione aziendale, solo per citare alcuni esempi di probabili provvedimenti. La CGIL, e non solo, sembra voler combattere su molti fronti, compreso quello che riguarda l'idea di accorpare alla domenica tutte le festività laiche, in maniera da evitare quei lunghi ponti che spesso rallentano pesantemente l'economia del Paese. Il sindacato di Corso d'Italia lancia quindi, per cercare di non far passare questo provvedimento, "una petizione per salvaguardare le tre ricorrenze in discussione - il giorno della Liberazione, quello del lavoro e quello della Repubblica", che potrà essere sottoscritta sul sito della CGIL o direttamente presso le Camere del lavoro sul territorio. In una nota la segreteria nazionale della CGIL sottolinea, infatti, come "in un provvedimento iniquo, e che noi contrastiamo con forza, si colloca così anche una norma che colpisce l'identità e la storia del nostro Paese, ne indebolisce la memoria e rappresenta un grave limite per il futuro", evidenziando come le ricorrenze civili andrebbero invece "celebrate con attenzione e rispetto, perché parlano a tutti, alla ragione stessa del nostro stare insieme, e perché i valori che esse affermano non siano ridotti ad un momento residuale". La CGIL spiega infine che "mentre irrisorio è il beneficio economico" che deriverebbe dall'accorpamento delle festività laiche la domenica, "i costi civili sul versante della memoria e dell'identità sarebbero, se la norma venisse confermata, di gran lunga maggiori".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: