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CGIL: manifestazione Roma 20 ottobre contro cinica legge stabilità

La CGIL indice per sabato 20 ottobre una manifestazione a Roma per chiedere al governo Monti di cambiare agenda politica e per protestare contro una legge di stabilità di un "cinismo insuperabile".

Susanna Camusso, leader della CGIL, è chiara: la legge di stabilità "non è quella giusta" perché ancora una volta "colpisce la parte più povera del Paese" ed è quindi la "dimostrazione di come questo governo non guardi alla condizione concreta e materiale delle persone". Per questo motivo, la CGIL ha indetto per sabato 20 ottobre una manifestazione a Roma a Piazza San Giovanni, dalle ore 10:30 alle 17:30, per chiedere che il governo Monti cambi la sua agenda. Ipotesi questa che qualcuno reputa davvero molto difficile, visto che sembra scritta direttamente dall'UE. La Camusso sottolinea che nella legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri, e che pare assomigliare più che altro ad una manovra, "ci sono cose di un cinismo insuperabile, come il taglio sulla legge 104: una misura priva di logica che colpisce la parte più debole". Nel dl stabilità, infatti, viene prevista una stretta (del 50%) sulle retribuzioni per i giorni di permesso se questi vengono chiesti non per una patologia del lavoratore o per essistere figli e coniuge. In altre parole, se si chiederà il permesso per assistere per esempio un genitore disabile la retribuzione sarà tagliata del 50 per cento. Sempre nella legge di stabilità si prevede poi l'aumento dell'IVA di un punto, l'introduzione permanente di quell'accise sulla benzina introdotta a maggio per tamponare le emergenze, il blocco dei contratti per gli statali fino al 2014 e la tassazione, per esempio, sulle pensioni degli invalidi di guerra. La CGIL denuncia inoltre il fatto che se i contenuti sono sbagliati, i metodi usati dal governo Monti per relazionarsi con le parti sociali "non sono degni di un paese normale". La manifestazione a Roma della CGIL del 20 ottobre prenderà il via sotto lo slogan de "Il lavoro prima di tutto", con Susanna Camusso che sottolinea come "dalla crisi non si esce certo riducendo il lavoro" ma "avviando una politica industriale che possa assicurare un futuro di innovazione all'industria e ai servizi, sostenendo gli investimenti".

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