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CGIL: livello occupazionale pre-crisi? Nel 2076. Mai recupero salari reali

Altro che ripresa nel 2014. Lo studio condotto dalla CGIL mostrano la drammatica situazione in cui versa l'Italia, che rischia di recuperare il livello occupazionale pre-crisi (del 2007) solo tra 63 anni, cioè nel 2076. Inoltre, potrebbe esserci MAI un recupero del livello dei salari reali.

Lo studio condotto dalla CGIL offre una panoramica, di certo non ottimistica, dello stato della crisi che ha colpito l'Italia, gravata da 25 anni di mancate riforme strutturali, come denuncia drammaticamente anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco. Non sarà infatti il 2014 l'anno fatidico della ripresa. I dati pubblicati dalla CGIL chiariscono definitivamente come l'Italia, senza un vero e proprio colpo di reni da parte dell'intera società, rischia di soccombere. Per recuperare il terreno perso in questi 5 anni di crisi, infatti, l'Italia dovrà attendere almeno il 2076. Serviranno infatti ben 13 anni per ritornare al livello del Pil del 2007, ma addirittura 63 anni per quello dell'occupazione. La CGIL sottolinea invece come non ci sarà invece MAI un recupero del livello dei salari reali.

Lo studio è stato condotto da Riccardo Sanna dell'Ufficio economico della Cgil dal titolo "La ripresa dell'anno dopo - Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione". Anche se, osservando tali dati, più che di un piano servirebbe un miracolo all'Italia. L'obiettivo dello studio è quello di dimostrare, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che serve "un cambio di paradigma: partire dal lavoro per produrre crescita", come osserva il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, secondo il quale "per non attendere che sia un'altra generazione ad assistere all'eventuale uscita da questa crisi, e ritrovare nel breve periodo la via della ripresa e della crescita occupazionale, occorre proprio partire dalla creazione di lavoro".

Il Piano del Lavoro promosso dalla Cgil punta alla "creazione diretta di nuova occupazione, nuovi investimenti pubblici e privati, verso l'innovazione e i beni comuni". Barbi spiega che "qualsiasi ipotesi di ripresa, anche la più ottimistica, che insista sull'aumento della competitività e della crescita per recuperare così anche l'occupazione perduta, richiederebbe tempi molto lunghi e ancora diversi anni di sofferenza sociale" mentre attuando il Piano del Lavoro della Cgil "in 3 anni, al 2016, potrebbe essere possibile recuperare il livello occupazionale pre-crisi (2007) e in 4 anni, al 2017, il livello del Pil, della produttività e degli investimenti" con un "il livello della retribuzione di fatto media annua lorda" che "potrebbe essere recuperato addirittura nel 2014". "Di fronte ad una crisi di questa natura, a questa spaventosa recessione, è la creazione di lavoro che produce crescita e che a sua volta crea nuovo lavoro, non il contrario" conclude Barbi.

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