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CGIL invia lettera a Fornero: preoccupa destino lavoratori in mobilità

La CGIL chiede ad Elsa Fornero, attraverso una lettera, "una parola di chiarezza sulle esenzioni per i lavoratori in mobilità, per i quali non pare ci siano risorse nella manovra".

"Preoccupa il destino dei lavoratori che termineranno la mobilità il prossimo anno e per i quali non pare ci siano risorse nella manovra" affermano i Segretari Confederali della CGIL, Fulvio Fammoni e Vera Lamonica, che per questo motivo scrivono una lettera indirizzata al ministro del Lavoro Elsa Fornero. Come si spiega in una nota, nella lettera i due sindacalisti chiedono alla Fornero "di assicurare in modo formale che ai lavoratori in questione venga garantita la corresponsione dell'indennità di mobilità per tutto il periodo necessario al raggiungimento dei requisiti pensionistici", ricordando al ministro che "questi lavoratori si trovano in questa situazione perché sono state cambiate le regole in base alle quali si erano potute gestire senza troppe tensioni molte crisi aziendali e di interi territori". Per questo motivo la CGIL chiede al ministro del Lavoro "una parola di chiarezza sulle esenzioni per i lavoratori in mobilità o esodo" riproponendo "l'esigenza di prevedere strumenti di sostegno al reddito anche per tutti coloro che, avendo perso il lavoro, hanno anche già concluso il periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali e, per l'effetto delle nuove norme, non accedono al diritto a pensione". Per questo motivo, oltre al fatto che il sindacato di Susanna Camusso si dichiara "per nulla soddisfatto" in merito ai cambiamenti introdotti nella riforma delle pensioni, la CGIL annuncia che non si può ritenere "chiusa la discussione" e per questo continuerà la mobilitazione, perché "bisognerebbe avere sempre a mente che le vere riforme sono fatte non solo di calcoli, ma anche di rispetto della vita delle persone, soprattutto se si tratta di coloro che pagano la crisi in termini di reddito e di occupazione, e stanno pagando, da soli, tutto il costo del risanamento. Perlomeno lo stesso rispetto che invece si sta mostrando verso i detentori di patrimoni, i grandi ricchi, gli evasori, nonché le varie lobbi, che trovano, a quanto pare, attento ascolto", conclude Vera Lamonica.

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