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CGIL: cig cala perché perché accelera l'espulsione dei lavoratori

L'uso della cassa integrazione appre inferiore rispetto al 2010 ma la CGIL sottolinea: "La cig cala non perché tutti rientrano in azienda ma soprattutto perché accelera l'espulsione dei lavoratori dalle imprese".

In una nota l'Inps comunica che "resta sotto il 45% il tiraggio della cassa integrazione (cig), ovvero la percentuale delle ore di cassa integrazione effettivamente utilizzate in rapporto al numero delle ore autorizzate nei primi otto mesi del 2011, attestandosi al 44,9%" come riporta la Reuters (http://is.gd/G65AfA). Il tiraggio si mantiene quindi inferiore, nei primi otto mesi del 2011, a quello del 2010, anche se il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, sottolinea che questo rappresenta "pur sempre un dato mostruoso per il terzo anno consecutivo" visto che "il tiraggio della cassa negli ultimi mesi dell'anno tende ad aumentare e, prevedibilmente, il dato si attesterà sulle 500 milioni di ore effettivamente utilizzate" (anche se, precisa, è di "100mila in meno rispetto allo scorso anno"). "Si conferma un dato che parla di un sistema produttivo fermo, che non riprende e che anzi si riduce come numero di imprese e di occupazione" evidenzia infatti il sindacalista della CGIL, spiegando chiramente che "la cig cala non perché tutti rientrano in azienda ma soprattutto perché accelera l'espulsione dei lavoratori dalle imprese e tante aziende che prevedono un 2012 con produzione piatta stanno orientandosi verso la stessa scelta". "Servono riposte urgenti" conclude Fammoni perché "la previsione di un Pil il prossimo anno apri allo zero non farà rientrare i lavoratori in fabbrica e aggiungerà un drammatico contributo ad una disoccupazione 'reale' già del 13%".

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