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CGIL a Renzi: sì a contratto a tutele crescenti, ma abolire quelli precari

Matteo Renzi si offende per essere stato paragonato alla Thatcher, e replica a Susanna Camusso con un videomessaggio stile berlusconiano affermando: "Noi vogliamo un mercato del lavoro in cui sono tutti uguali". La CGIL replica facendo notare che "mandare tutti in serie B non è estendere i diritti e le tutele", ed apre al dialogo: "Sì al contratto a tutele crescenti ma olo se si cancellano i tanti contratti che producono precarietà".

Sullo stile berlusconiano, anche Matteo Renzi comincia a rispondere alle critiche che gli vengono mosse attraverso dei videomessaggi, che ovviamente rimbalzano, spesso acriticamente, su tutti i media. Dopo il primo via libera della Commissione Lavoro del Senato al Jobs Act, quello che vorrebbe introdurre un contratto a tutele crescenti abolendo l'articolo 18, Susanna Camusso ha commentanto il provvedimento sottolineando: "Mi sembra che il Presidente del Consiglio abbia un po’ troppo in mente il modello della Thatcher". Il fatto di essere paragonato alla Thatcher sembra aver scosso parecchio Renzi, che ha risposto mettendosi pomposamente davanti alla bandiera dell'Italia e dell'Unione europea per affermare: "Quando si parla del lavoro noi (il governo, ndr) non siamo impegnati in uno scontro del passato, ideologico. In questi anni si è fatto cittadini di serie A e cittadini di serie B. Noi pensiamo a quelli a cui in questi anni non ha pensato nessuno, a quelli che vivono di co.co.co e co.co.pro. e che sono condannati ad un precariato a cui il sindacato ha contribuito, perché si è preoccupato solo dei diritti di qualcuno e non di tutti. - concludendo - Noi vogliamo un mercato del lavoro in cui sono tutti uguali". La CGIL però replica facendo notare al premier che "mandare tutti in serie B non è estendere i diritti e le tutele". La CGIL risponde quindi a Renzi con una serie di tweet dove solleva alcuni degli argomenti che il sindacato vorrebbe discutere con il governo: "Malattia e maternità: estendiamo a tutti i diritti e le tutele; Non vogliamo che chi lavora possa essere licenziato senza una ragione; La regola più semplice: garantire la dignità di chi lavora; Contratto a tutele crescenti? Si, se si cancellano i tanti contratti che producono precarietà; Stesso lavoro, stessa retribuzione. No al demansionamento". Infine, il sindacato guidato dalla Camusso domanda: "Basta insulti al sindacato: guardiamoci negli occhi e discutiamone. Da sempre ci battiamo per estendere diritti e tutele. Renzi vuole fare lo stesso?". Per il momento, dal premier nessuna risposta.

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