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Affitti alle stelle, CGIL: "Ma ci sono più abitazioni che famiglie"

Andare in affitto è sempre più difficile, sia per le garanzie che il "padrone di casa" richiede sia per il canone "libero" che corrisponde spesso ad oltre lo stipendio "che passa il convento". La CGIL pubblica lo studio "Bisogni abitativi e housing sociale".

Il diritto alla casa è sempre più una chimera come molti altri diritti in Italia, primo fra tutti il diritto al lavoro. I politici di solito, quando devono annunciare "un altro buco alla cinghia", premettono che "l'85% degli italiani ha una casa di proprietà" e questo è sicuramente vero. Ma avere una casa di proprietà spesso significa solamente pagare un mutuo a vita (la proprietà è infatti della banca fino all'ultima rata) e chi non ha questa fortuna (o sfortuna, nel caso dei tassi variabili "pazzi") è costretto a pagare un affitto. Andare in affitto in Italia, soprattutto in una grande città, sta però diventando un'impresa difficile, sia per le "garanzie" che richiedono i "padroni" (addirittura cosa normale sono le fidejussioni bancarie in garanzia) sia per i canoni che sono usciti fuori da ogni logica. La CGIL sempre sensibile al problema delle abitazioni in affitto, ha presentato i risultati di uno studio nell'iniziativa "Bisogni abitativi e housing sociale", e i dati sono sconfortanti. Negli ultimi dieci anni, spiega lo studio sindacale, "l'innalzamento dei prezzi di vendita e dei canoni d'affitto delle abitazioni è stato ampio e di gran lunga superiore alla crescita dei redditi delle famiglie". Secondo l'indagine promossa dalla CGIL e dal Sunia i canoni dei contratti rinnovati sono cresciuti nel periodo 200-2010 mediamente del 130%, con punte del 145% nei grandi centri abitativi. Nello stesso periodo l'aumento medio dei costi degli immobili è risultato pari a + 50%, fino al 100% nei grandi centri urbani. "In una situazione di generale difficoltà economica per le famiglie", le spese per le abitazione costituiscono oggi una delle voci principali del bilancio familiare: "quasi 2,5 milioni di famiglie, pari al 10% del totale, si trovano in condizione di serio disagio nel pagare tali spese che pesano, di fatti, per oltre il 40% sul reddito". Ma il fatto più assurdo, come comunica il sindacato di Corso d'Italia è che "nel nostro paese ci siano più abitazioni che famiglie, rispettivamente 32 milione e 25 milioni), nonostante una produzione edilizia molto sostenuta, in particolare nell'ultimo decennio (escluso l'ultimo periodo circa 300 mila nuove alloggi ogni anno), nonostante si stimano essere 800 mila gli alloggi vuoti".

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