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CETA: accordo Renzi-Juncker per evitare ratifica Parlamento. Presentata interpellanza urgente

Jean-Claude Juncker, sostenuto dal ministro italiano allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, punta a far diventare il CETA (accordo di libro scambio UE-Canada) di competanza esclusiva della Commissione europea senza la ratifica da parte dei Parlamenti nazionali. Il PD presenta una interpellanza urgente al governo Renzi.

"Rispetto a questi accordi di libero scambio, è fondamentale garantire la trasparenza, il coinvolgimento dei Parlamenti nazionali, la possibilità di informare i cittadini su quanto stiamo ratificando" denuncia Eleonora Cimbro (PD) che ha presentato una interpellanza urgente al governo sui trattati TTIP (UE-Stati uniti) e CETA (UE-Canada), in discussione proprio in questi giorni in sede europea.

Questa settimana infatti il Consiglio europeo e la Commissione UE decideranno se il CETA sia competenza esclusiva della Commissione - come vorrebbe il presidente Jean-Claude Juncker sostenuto dal ministro italiano allo Sviluppo economico, Carlo Calenda - o se debba passare all'esame nei Parlamenti nazionali, come invece chiesto dai governi tedesco, francese e austriaco e dalle risoluzioni dei Parlamenti in Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Ungheria.

Pochi giorni fa era stato Greenpeace a lanciare l'allarme sul fatto che il governo Renzi vorrebbe impedire al Parlamento italiano di scegliere se ratificare o meno il CETA (Accordo economico e commerciale globale).

La deputata dem Cimbro chiarisce però che "il passaggio nei Parlamenti nazionali è necessario, se vogliamo che non si guardi all'Unione europea come quel contenitore in cui le decisioni avvengono sulla testa dei cittadini."

Gli fa eco Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro e tra i primi firmatari dell'interpellanza, il quale ricorda: "Il TTIP e il CETA avranno ripercussioni forti sull'economia italiana, in modo particolare sulle piccole e medie imprese, sul lavoro e sull'ambiente, per questo motivo è incomprensibile che stiano ancora avvenendo a porte chiuse".
"In questo genere di accordi dovrebbe valere il principio di reciprocità e di totale trasparenza delle regole e degli standard, che qui sembra mancare. - sottolinea infine l'esponente PD - Il governo dovrebbe preoccuparsi di tutelare i nostri produttori e i lavoratori, assicurando almeno il dibattito parlamentare, prima che i trattati siano ratificati ed entrino in vigore."

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