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CERN imbottiglia l'antimateria con anti-idrogeno d'annata

L'antimateria è un argomento affascinante che richiama da Star Trek al romanzo di Dan Brown "Angeli e demoni". Ma da qui ad arrivare alle iperboli che si leggono in questi giorni ci vuole davvero un grande impegno. Di marketing.

I titoli sono come sempre iperbolici come iperboliche le descrizioni su un argomento affascinante, rimasticato recentemente per le masse nel romanzo mainstream di Dan Brown "Angeli e demoni": l'antimateria.
E così si legge, anche da rispettabilissime testate (almeno nel blasone) che è la "prima volta" che si "imprigiona l'antimateria", che è "la prima volta" che l' "antimateria si crea in laboratorio" e molte altre panzane che neppure hanno la speranza un giorno di diventare cartapesta per i carri di carnevale (essendo elettroniche producono solo CO2 e confusione mentale).
Anche Piergiorgio Oddifreddi, come riportato da RaiNews 24, declama "alla Armstrong": "Un piccolo passo per la scienza ma certamente un passo da gigante per la tecnica" dichiarando anche che "dell'antimateria si conoscevano già il nucleo e l'elettrone, ottenere atomi di anti-idrogeno è certamente un ottimo risultato ma non stupefacente per la scienza" (http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=147493).
Ma al risultato di produrre atomi di anti-idrogeno ci si è arrivati al CERN almeno dal 1995 e la vera notizia (ma in realtà è solo un "update" di un esperimento che va avanti da oltre dieci anni) è il tempo, un po' più lungo del solito, in cui i 38 atomi di antimateria sono "rimasti" nella "bottiglia elettromagnetica" del CERN.
Non è infatti la prima volta che si crea antimateria (l'antimateria vive e lotta in mezzo a noi anche nella PET, la tomografia a emissione di positroni) e non è la prima volta che la si imbottiglia, come si può leggere da un sito ufficiale del CERN d'antan ancora sopravvissuto alla cancellazione (molto molto interessante) che trovate all'indirizzo (http://livefromcern.web.cern.ch/livefromcern/antimatter/index.html).
Come infatti spiega ufficialmente il CERN nella nota stampa di ieri (che traduciamo liberamente) "Il programma della ricerca sull'anti-idrogeno risale a molto tempo fa. Nel 1995, i primi nove atomi di antidrogeno artificiali sono stati prodotti al CERN. Poi, nel 2002, ATHENA ed esperimenti ATRAP hanno dimostrato che è possibile produrre antidrogeno in grandi quantità, aprendo la possibilità di condurre studi approfonditi. Il nuovo risultato di ALPHA è l'ultimo passo in questo viaggio" (http://press.web.cern.ch/press/PressReleases/Releases2010/PR22.10E.html).
Il fatto che sia "possibile produrre antidrogeno in grandi quantità, aprendo la possibilità di condurre studi approfonditi" potrebbe far pensare a qualcuno che potrebbe esserci in cantiere, magari teoricamente, una bella bomba all'anti-idrogeno (domanda lecita, vedi "Is it possible to build an antimatter weapon?" sempre su http://livefromcern.web.cern.ch/livefromcern/antimatter/FAQ.html).
Certo è anche lecito riflettere su come la "fisica miliardaria", quella che costa a noi contribuenti miliardi di euro (il Large Hadron Collider, costato 9 miliardi di euro), abbia bisogno di una costante pubblicità positiva grazie a notizie di stampa sui continui successi.
La fisica dei miliardi, quella che affama altri settori di ricerca che invece patiscono la fame, ha poi bisogno quasi di un rapporto vudù che lega lo stregone e lo stregato. Ci vuole grande fede per credere alle scoperte, oppure bisogna essere grandi fisici (che sono una sparuta minoranza).
Il lettore-contribuente-ignorante-disinformato deve invece guardare con occhi pieni di gratitudine ai "progressi" misteriosi della scienza e non fare troppe domande.

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