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CEI: l'insegnamento della religione cattolica aiuta a trovare i perché

La CEI scrive una lettera aperta a studenti e genitori che in queste settimane devono decidere se scegliere o meno, a scuola, di frequentare la classica "ora di religione". I vescovi spigano che questa "aiuta a trovare risposte di senso ai 'perché' della vita".

"Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell'umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi. Ciò che ha fondato la cultura dell'Europa, la ricerca di Dio e la disponibilità ad ascoltarLo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura" spiegava Papa Benedetto XVI durante il Discorso all'Incontro con il mondo della cultura al Collège des Bernandins (Parigi 12 settembre 2008). E questo stesso passaggio viene rammentato dalla CEI (conferenza Episcopale Italiana) in una lettara aperta indirizzata agli studenti e ai genitori che proprio in questi giorni saranno chiamati ad esprimersi "sulla scelta di avvalervi dell'insegnamento della religione cattolica" a scuola. "Si tratta di un appuntamento di grande responsabilità perché consente, a voi studenti, di riflettere sulla validità di tale proposta e di decidere personalmente se farne risorsa per la vostra formazione e, a voi genitori, di ponderare le possibilità educative offerte ai vostri figli" sottolinea la CEI (http://is.gd/F1zLj7), spiegando che "nel cuore di una formazione istituzionalizzata come quella della scuola, in continuità con la famiglia e in preparazione alla vita sociale e professionale, l'insegnamento della religione cattolica è un valore aggiunto" a cui i vescovi invitano studenti e genitori "a guardare con fiducia" qualunque sia "il credo e la estrazione culturale" di appartenenza. "Vogliamo dirvi che vi siamo vicini - si legge ancora nella lettera della CEI - condividiamo i dubbi e le speranze che abitano il vostro cuore di fronte alle ricadute che le contraddizioni del momento presente e le incertezze del futuro hanno sulla scuola; partecipiamo al vostro anelito di verità e di sicurezza, impegnati, insieme a tutte le persone di buona volontà, in particolare mediante lo strumento dell'insegnamento della religione cattolica, a fare della scuola uno spazio educativo autentico per le nuove generazioni, un luogo di formazione alla pacifica convivenza tra i popoli e di confronto rispettoso, sotto la guida di veri maestri e di convinti educatori" precisando che "la Chiesa è dalla vostra parte, si fa carico di ogni vostra fatica, vuole offrirvi il supporto della sua bimillenaria esperienza a servizio dell'uomo e delle sue più profonde aspirazioni, vuole aiutare voi studenti, attraverso l'opera di insegnanti professionalmente competenti e spiritualmente motivati, a leggere e interpretare la cultura letteraria, artistica e storica in cui siete nati e cresciuti, o dove siete approdati in seguito a scelte di vita o a esodi forzati". I vescovi spiegano infatti che "l'insegnamento della religione cattolica è una disciplina che tiene viva la ricerca di Dio, aiuta a trovare risposte di senso ai 'perché' della vita, educa a una condotta ispirata ai valori etici e, facendo conoscere il cristianesimo nella tradizione cattolica, presenta il Vangelo di Gesù Cristo in un confronto sereno e ragionato con le altre religioni" concludendo che "in forza delle sue ragioni storiche e della sua valenza educativa, esso è di fatto capace di proporsi come significativa risorsa di orientamento per tutti e di intercettare il radicale bisogno di apertura a dimensioni che vanno oltre i limiti dell'esperienza puramente materiale".

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