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CEI Migrantes su tragedia Brindisi: aumentare quote ingressi immigrati

Sul naufragio degli immigrati sulle coste di Brindisi interviene anche il direttore generale della Fondazione Migrantes (CEI), monsignor Giancarlo Perego, che auspica si rileggano "la modalità con cui entrano gli stranieri in Italia e in altri Paesi in Europa".

Sulla tragedia avvenuta sulle coste di Brindisi, nei pressi di Carovigno, dove una barca a vela che trasportava una 70ina di immigrati si è incagliata tra gli scogli della costa a Torre Santa Sabina, causando la morte di 3 persone (leggi ) è intervenuto anche monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, organismo della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), nata tra le altre cose anche per assicurare l'assistenza religiosa ai migranti, italiani e stranieri. Monsignor Giancarlo Perego, intervistato da Radio Vaticana (http://is.gd/JUAlGV), riflette su cosa la politica dovrebbe fare per evitare di assistere a nuovi arrivi che si risolvono in situazioni drammatiche come quella accaduta in Puglia. In primo luogo, bisognerebbe "lavorare maggiormente per creare dei canali protetti, soprattutto in questa stagione, con la situazione del mare che non sempre è favorevole" spiega il direttore generale della Fondazione Migrantes, mentre un secondo obiettivo sarebbe quello della "cooperazione internazionale" che "in questi ultimi anni - riflette ancora monsignor Giancarlo Perego - da parte di tutti gli Stati europei e non solo, anche alla luce della crisi, si era praticamente azzerata o quasi". In ultima analisi, ma non meno importante, il direttore della Fondazione Migrantes auspica che si possa arrivare anche a "rileggere la modalità con cui entrano gli stranieri in Italia e in altri Paesi in Europa, per dare quote maggiori soprattutto ad alcuni Paesi che in questo momento sono al di là del Mediterraneo e vivono la drammatica situazione di rivoluzioni e di instabilità".

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