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Spot Porta a Porta su Yara e Sarah: per Vespa allarme ingiustificato

Un trailer di Porta a Porta interrompe la fiaba di Cenerentola su Rai 1 per annunciare che a breve inizierà uno speciale dedicato alla vicenda di Yara Gambirasio e Sarah Scazzi. Per l'Osservatorio per i diritti dei minori è uno "spot inquietante".

Martedì 7 dicembre Rai 1 ha trasmesso in prima serata la fiaba di Cenerentola della Disney, cartone animato per i bambini e per le loro famiglie, improvvisamente interrotto da un trailer di Porta a Porta (in onda subito dopo) che annunciava il tema della puntata, cioè "Come difendere i nostri figli", o meglio un ennesimo speciale sulla vicenda di Yara Gambirasio e Sarah Scazzi.
Una interruzione che non è piaciuta all'Osservatorio per i diritti dei minori e ai molti genitori che a loro si sono rivolti tanto che il presidente dell'associazione Antonio Marziale, consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia, ha affermato che tale interruzione è da "considerarsi nefasta".
"Non è ammissibile che una delle sempre più rare occasioni di intrattenimento dedicate ai bambini e alle famiglie debba essere funestata da uno spot inquietante - sottolinea ancora Marziale - Esistono leggi, per la verità alquanto ambigue, che suggeriscono addirittura il divieto di messa in onda di spot pubblicitari durante i cartoni animati, ma laddove non arriva la legge dovrebbe sopraggiungere il buonsenso, la cui latitanza costituisce un segnale di deriva etica che nuoce gravemente alla salute del servizio pubblico radiotelevisivo".
Secondo il giornalista Bruno Vespa, invece, "l'allarme non è giustificato" perché "le vicende che hanno coinvolto Yara e Sarah - spiega il conduttore di Porta a Porta - è un tema all'ordine del giorno di tutte le famiglie con figli pre-adolescenti e adolescenti che hanno visto abbassarsi in modo inatteso le soglie di sicurezza verso limiti sempre più difficilmente gestibili". Insomma, "un tema squisitamente da servizio pubblico" afferma senza ombra di dubbio Bruno Vespa.
Ma d'altronde, come scrive il parroco di Brembate di Sopra all'Eco di Bergamo, quando denuncia il suo "sconcerto per il comportamento di certi giornalisti": "La vita e la storia cambiano a seconda degli occhi con cui le si guarda".

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