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Bruce Springsteen a Roma: Born in the USA, on the Edge of Town

Bruce Springsteen racconta "The Promise: the Making of Darkness on the Edge of Town" che documenta la creazione dello storico album dell'artista "Born in the U.S.A.". A Roma già da alcuni giorni ha firmato tutti gli autografi e non ha smentito la sua umanità.

Entusiasmo per il film documentario "The Promise: the Making of Darkness on the Edge of Town" che con perizia certosina e materiali d'archivio anche inediti racconta la creazione ("il making of" fuori dal titolo sarebbe dissacrante) di un album storico (registrato tra il '77 e il '78) ed emblematico per Bruce Springsteen e per la storia della musica.
A presentarlo al Festival di Roma si è presentato proprio lui, in una scura serata del 1 novembre, il Boss, in carne, spirito e carisma. Ovviamente i fans italiani l'hanno accolto in delirio e hanno omaggiato Bruce come tutti si aspettavano, facendo stupire, per la dimostrazione d'affetto, addiruttura l'artista.
The Boss si è visto il film con accanto il regista Thom Zimny atteggiandosi da persona "normale" senza prime file o arie da rockstar.
"The Promise: the Making of Darkness on the Edge of Town" è in concorso nella sezione "l'Altro cinema / Extra" e subito dopo la proiezione Bruce risponde insieme al regista del film (e archivista storico del Boss) Thom Zimny e Jon Landau (manager e produttore di Springsteen) alle domande di Mario Sesti (che modera), Gino Castaldo ed Ernesto Assante.
Nell'incontro intervista Springsteen dice che nei suoi dischi racconta "la ricerca di un'identità: ancora oggi non so chi sono" e che "noi musicisti, come i pittori, i registi, all fine siamo una specie di addetti alle riparazioni: cerchiamo di aggiustare qualcosa che è dentro di noi".
Il resto della storia è da vedere nel film che appartiene all'era pre digitale che come ricorda il Boss con "la registrazione su nastro aveva più anima e cuore".

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