le notizie che fanno testo, dal 2010

Omicidio Jo Cox servirà per uccidere la Brexit?

Jo Cox, deputata laburista al Parlamento inglese e attivista dei "Remain" in vista del referendum sulla Brexit, è stata assassinata. Il sospetto omicida è Tommy Mair, 52enne con problemi di salute mentale, descritto però con un uomo non violento e senza interessi politici. Un testimone sostiene che Tommy Mair abbia gridato "Britain first" prima dell'aggressione, e c'è chi teme che l'omicidio di Jo Cox servirà per uccidere la Brexit.

Nella giornata di ieri Jo Cox, deputata laburista al Parlamento inglese, è stata raggiunta da due colpi di pistola e presa a calci e pugni quando ormai già a terra. Poco dopo Jo Cox è morta. Il sospetto omicida è Tommy Mair, 52 anni, descritto come un solitario che soffriva di problemi di salute mentale. Se Tommy Mair prima dell'aggressione non avesse gridato "Britain first" e Jo Cox non fosse stata una attivista dei "Remain" in vista del referendum sulla Brexit forse questa tragica storia sarebbe stata archiviata come il gesto di un folle.

Ma Tommy Mair ha davvero gridato Britain first (la Gran Bretagna prima)? Una delle persone più influenti ad affermare che quelle due parole erano state pronunciate è stata Maria Eagle, esponente del partito laburista, che su Twitter aveva cinguettato: "L'aggressore di Jo Cox ha urlato Britain first dicono testimoni oculari". Poco dopo però la parlamentare britannica ha cancellato questo tweet. Ci sarebbe un "super testimone" che sostiene che Tommy Mair abbia gridato "Britain first" o "Put Britain first" mentre un altro testimone oculare ha raccontato di non aver mai sentito pronunciare queste parole. Da sottolineare che "Britain first" è anche il nome di un gruppo di estrema destra, che però ha negato ogni coinvolgimento con l'aggrassione ad ha assicurato che Tommy Mair non figura tra i loro membri o simpatizzanti.

Ma chi è Tommy Mair? In primo luogo il 52enne, sotto trattamento psichiatrico e farmacologico, non avrebbe mai avuto alcuna opinione politica particolare e soprattutto non era in alcun modo interessanto al referendum sulla Brexit che deciderà sulla permanenza o meno della Gran Bretagna nell'Unione europea. In queste ore è cominciata a circolare la notizia che Jo Cox fosse minacciata da mesi: attualmente però non esiste alcun legame tra le minacce e l'aggressione di ieri, meno che mai con Tommy Mair.

Il 52enne viveva nello Yorkshire, quartiere dove è avvenuto il delitto, ma viene ricordato da tutti come un uomo tranquillo, educato e riservato, e che si offriva ai vicini di casa per fare piccoli lavori di giardinaggio. Come riportava un giornale locale, nel 2010 Tommy Mair aveva infatti iniziato a fare del volontariato dopo aver frequentato corsi per adulti con problemi di salute mentale, che hanno come obiettivo il renserimento di queste persone nella società per evitare che rimangano isolate.

Uno dei fratellastri di Mair, Duane St Louis, ha poi rivelato che l'uomo si era anche offerto come volontario in una scuola con bambini con disabilità e non sorse mai alcun problema. Anche l'altro fratello Scott Mair ha assicurato che il 52enne "non era un tipo violento e non gli interessava la politica", aggiungendo: "Io non so nemmeno per chi votava. Lui ha una storia di malattia mentale, ma è stato aiutato". Nessuno dei familiari di Tommy Mair riescono poi a spiegarsi come l'uomo abbia potuto avere una pistola.

Nonostante quindi non ci sia alcuna certezza che l'aggressione alla deputata laburista pro Remain sia legata al voto sulla Brexit, tutte le campagne referendarie sono state sospese. E su Twitter il primo ministro David Cameron ha sostenuto: "E' giusto che tutte le campagne referendarie siano state cancellate dopo la terribile aggressione a Jo Cox". C'è il rischio quindi che nell'immaginario collettivo passi l'idea che i sostenitori anti UE siano una sorta di estremisti. Ed ecco perché più di un osservatore teme che l'omicidio di Jo Cox servirà per uccidere la Brexit.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: