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Brasile e Uruguay dicono addio alla "dittatura del dollaro"

Brasile e Uruguay dicono addio alla "dittatura del dollaro" per le operazioni commerciali bilaterali. A seguito di lunghi negoziati tra i paesi membri del Mercosur, Brasile e Uruguay firmano infatti un accordo per l'utilizzo delle valute locali, il Real brasiliano e il Peso uruguaiano, per il commercio bilaterale.

Brasile e Uruguay abbandonano il dollaro americano per le operazioni commerciali bilaterali. Oggi, 2 novembre, il presidente della Banca centrale brasiliana Alexandre Tombini e il suo omologo uruguayano Alberto Grana hanno infatti firmato un accordo per l'utilizzo delle valute locali, il Real brasiliano e il Peso uruguaiano, per il commercio bilaterale. All'agenzia di stampa Ria Novosti, Carlos Francisco Teixeira da Silva, professore del Dipartimento Relazioni Internazionali dell'Università Federale di Rio de Janeiro, sottolinea che questo accordo offre la "migliore opportunità per i paesi del Sud America per sbarazzarsi dei vecchi meccanismi di regolazione economica imposti dagli Stati Uniti". L'accordo è nato a seguito di lunghi negoziati tra i paesi membri del Mercosur nell'ambito della strategia del BRIC, acronimo utilizzato per riferirsi congiuntamente a Brasile, Russia, India e Cina. Il Mercosur è il mercato comune dell'America meridionale a cui aderiscono Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela. Sono inoltre Stati associati la Bolivia e il Cile (dal 1996), il Perù (dal 2003), la Colombia e l'Ecuador (dal 2004). Il Mercosur mira ad agevolare in America latina il libero scambio e la libera circolazione delle merci, delle persone nonché delle valute regionali. Il 16 novembre, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che la Russia intende far cadere la "dittatura del dollaro", aumentando l'uso del rublo e dello yuan cinese nelle operazioni di commercio.

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