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Amnesty: Bradley Manning non ha aiutato il nemico. USA ritiri accusa

Amnesty International sottolinea che "quello che a volte sembra è che sotto processo sia WikiLeaks e non Bradley Manning". Amnesty chiede quindi al governo USA di ritirare immediatamente la più grave delle imputazioni a carico del militare accusato di aver passato cablo riservati a WikiLeaks, quella cioè di aver "aiutato il nemico" perché "priva di base legale".

Se Bradley Manning avesse davvero passato a WikiLeaks alcuni cablo riservati, come tenta di dimostrare l'accusa, questo non vuol dire che il militare ha "aiutato il nemico". A dirlo non è Julian Assange ma bensì Amnesty International che ha chiesto al governo degli USA di ritirare immediatamente la più grave delle imputazioni a carico di Bradley Manning, quella appunto di aver aiutato il nemico. Per Amnesty tale accusa è "priva di base legale", spiegando che per cercare di dimostrarla in sede processuale "il governo USA dovrebbe stabilire che l'imputato fornì consapevolmente a un nemico informazioni d'intelligence potenzialmente pericolose, con quello che la giudice Denise Lind ha definito 'un complessivo intento malvagio' ". In realtà, sottolinea Amnesty International, "per tutta la durata delle audizioni dei testimoni è emerso più volte che Manning non ha simpatie per al Qaeda o altri gruppi terroristi, che non ha mai mostrato slealtà verso il suo paese, che non aveva rapporti con altri governi se non con quello statunitense e che non ha mai ricevuto denaro in cambio delle informazioni diffuse", e questo nonostante "la pubblica accusa ha fatto di tutto per far emergere prove" del fatto che il militare avrebbe "aiutato il nemico".

"Il tentativo del governo di sostenere che Manning abbia aiutato il nemico è ridicolo ma non sorprende. - evidenzia Amnesty International - Quello che sorprende è che i procuratori, che hanno il dovere di agire nell'interesse della giustizia, portino avanti la tesi che diffondere informazioni su internet (attraverso WikiLeaks, un blog personale, il sito del New York Times...) possa significare aiutare il nemico". Inoltre, Amnesty sottolinea come "il governo USA si è trovato in difficoltà anche nel provare imputazioni meno rilevanti" rivelando per esempio come Bradley Manning è persino "accusato di aver usato un software senza autorizzazione e di aver violato una serie di procedure operative" mentre "un agente speciale ha però testimoniato che almeno uno dei programmi che Manning è accusato di aver caricato sul suo pc era usato da tutti i loro colleghi" e che "un altro software installato da Manning non era stato espressamente vietato dai suoi superiori". Amnesty International è chiara, e cioè che "quello che a volte sembra è che sotto processo sia WikiLeaks e non Manning", sottolineando come "peraltro, le imputazioni contro Manning non comprendono la cospirazione con WikiLeaks o con altri soggetti e dunque non vi è chiarezza nella strategia della procura".

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