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Bomba maratona Boston 2013: false flag? Una "esercitazione" prima delle esplosioni

Le due bombe alla maratona di Boston 2013 sono state precedute da una "esercitazione", con tanto di cani addestrati a scovare esplosivi. Mentre la conta dei morti cresce, salendo a tre vittime di cui un bambino di 8 anni, si comincia ad ipotizzare sulla possibilità di un false flag, o perlomeno che le autorità USA fossero a conoscenza del rischio.

"Si tratta di una indagine penale che potenzialmente potrebbe diventare una indagine per terrorismo" spiega l'agente speciale Richard DesLaurier. Barack Obama e l'FBI, che ha messo in campo a Boston gli investigatori della Joint Terrorism Task Force, non parlano ancora ufficialmente di terrorismo, ma il dubbio comincia a serpeggiare. E quando negli Stati Unti si dice terrorismo, si pensa immediatamente a quello internazionale. Le due bombe esplose ieri, intorno alle tre del pomeriggio (ora locale) al traguardo della maratona di Boston 2013 hanno causato 3 morti, tra cui un bambino di 8 anni, ed almeno 140 feriti, di cui alcuni molto gravi. Le bombe piazzate nei pressi del traguardo della maratona di Boston, infatti, erano piene di cuscinetti a sfera, che al momento dell'esplosione hanno colpito, come se fossero proiettili, tutte le persone che si trovano più vicino agli ordini. Su Youtube, ormai, si trovano gli impressionanti video della prima esplosione, avvenuta proprio sulla linea del traguardo della maratona di Boston, e della seconda esplosione, a pochi metri e secondi dalla prima. Per il momento, però, questo è tutto quello che si sa sulle due bombe della maratona di Boston. Le autorità, infatti, non conoscono ancora il responsabile dell'attentato ed i motivi che l'hanno causato. In queste ore, però, comincia a trapelare la notizia che, poco prima dell'esplosione delle due bombe della maratona, a Boston era in corso una "esercitazione".

Un testimone oculare delle due esplosioni alla maratona di Borson, infatti, racconta che una "esercitazione" è stata più volte annunciata prima dello scoppio delle bombe, pensando al fatto di come fosse "strano" l'utilizzo di diversi cani che fiutano gli esplosivi sia alla partenza che al traguardo. Alastair Stevenson, della University of Mobile's Cross Country, racconta a Local 15 News: "Continuavano a fare annunci sull'altoparlante sul fatto che c'era una esercitazione e non c'era nulla di cui preoccuparsi. Sembrava che ci fosse una sorta di minaccia, ma continuava a dirci che era solo una esercitazione". "Ho fatto molte gare come questa, ma non ho mai visto cani addestrati per la ricerca di bombe ed esplosivi sulla linea di partenza in nessun altro evento sportivo. Ciò mi ha portato a credere che sarebbe successo qualcosa di simile all'esplosione di una bomba" rivela ancora Alastair Stevenson. Inoltre, fa riflettere anche il fatto che quello che ora è stato classificato come un incendio alla biblioteca JFK di Boston, inizialmente era stato descritto come una "esplosione controllata". Se questo racconto fosse confermato, ciò potrebbe voler dire che le autorità USA erano a conoscenza di indizi che facevano supporre il rischio di una eventuale esplosione. Ma non solo. Altri attacchi terroristici, a partire da quello dell'11 settembre 2001 di New York per arrivare a quello del 7 luglio 2005 a Londra, erano stati preceduti da simili "esercitazioni". Soprattutto in Rete, quindi, si comincia già a parlare di false flag, e persino il New York Times, in un recente report, scrive che complotti terroristici negli Stati Uniti "sono stati facilitati dal FBI". Per comprendere cosa sia realmente successo alla maratona di Boston bisogna quindi attendere i prossimi sviluppi dell'indagine, e soprattutto vedere come l'amministrazione Obama reagirà e si comporterà rispetto a tale attacco.

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