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Soros scommette sul mercato al ribasso: Cina causerà nuova crisi economica dal 2017

L'ultima volta che George Soros ha fatto trading è stato nel 2007. Subito dopo è iniziata la crisi economica. Ecco perché in molti avranno compiuto i classici gesti apotropaici scoprendo che il fondatore dei fondi speculativi ha cominciato nuovamente ad investire, ma con scommesse al ribasso sulla Borsa.

L'ultima volta che George Soros ha fatto trading è stato nel 2007. La crisi economica che ne è seguita dopo è purtroppo ormai nota a tutti ed ecco perché ha destato un certo interesse il fatto che Soros abbia cominciato nuovamente ad investire, ma con scommesse al ribasso sulla Borsa. Soros infatti non sembra credere molto nella ripresa globale, e così il fondatore (di fatto) dei fondi speculativi ha cominciato a rifuggiarsi nell'oro, il cui valore quest'anno è salito del 19%.

Ciò che teme Soros infatti è che il rallentamento dell'economia cinese trascini nel baratro quella di Stati Uniti e Unione europea, che nel frattempo deve anche risolvere diversi problemi interni. Intervistato dal Wall Street Journal, Soros infatti spiega: "La Cina continua a soffrire di una fuga di capitali e sta esaurendo le sue riserve di valuta estera mentre al contrario altri Paesi asiatici la stanno accumulando". Soros quindi avvisa: "La Cina si trova ad affrontare un conflitto interno nella sua leadership politica, e nel corso del 2017 questo complicherà la sua capacità di affrontare i problemi finanziari".

Soros è quindi convinto del fatto che la perdurante debolezza della Cina causerà una pressione deflazionistica, innescando una spirare distruttiva con calo dei salari e dei prezzi, che coinvolgerà gli USA e tutte le altre economie globali. In sostanza, l'inizio di una nuova crisi economica.

Anche se si dice ottimista sulla permanenza della Gran Bretagna nell'UE, George Soros non nasconde poi il fatto che la Brexit scatenerebbe un vero e proprio "esodo generale" e "la disintegrazione dell'Unione europea diverrebbe praticamente inevitabile". Il miliardario, che negli ultimi anni ha fatto il filantropo, sostiene inoltre che esiste una buona probabilità che l'Unione europea crolli sotto il peso della crisi migratoria, senza dimenticare che la situzione della Grecia è ancora a rischio default.

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