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Perdite da Eni a Impregilo. Libia: dimenticatevi petrolio e gas

Le perdite di Piazza Affari sono le peggiori in tutta Europa e le imprese maggiormente colpite sono Eni e Impregilo. La crisi in Libia e le rivolte di piazza stanno minando anche i mercati, mentre si sta cominciando il rimpatrio almeno dei familiari e del personale "non operativo".

Il figlio del dittatore libico Muammar Gheddafi, Saif al-Islam, afferma alla Tv di Stato che "la Libia non è la Tunisia o l'Egitto. Ricorreremo alle armi e invece di piangere la morte di 84 persone, ne piangeremo centinaia di migliaia - promettendo - La guerra civile brucerà le risorse petrolifere della Libia. Dimenticatevi il petrolio, il gas naturale e tutte queste risorse". A farne subito le spese la Borsa italiana che perde il 3,6% dell'indice Ftse Mib mentre l'Ftse all-share si chiude a -3,48%. Le perdite di Piazza Affari sono le peggiori in tutta Europa anche perché "il nostro Paese è più esposto, rispetto ad altre nazioni - spiega un trader alla Reuters, aggiungendo - Mi sembra però che le vendite siano state un po' troppo rapide e un po' troppo accentuate. C'è molta speculazione". Ad essere maggiormente colpita naturalmente l'Eni, prima azienda in Libia riguardo l'estrazione di petrolio e gas. Molte perdite anche per l'Ansaldo Sts, che ha in corso appalti con la controllante Finmeccanica, e Danieli che svolge in Libia attività siderurgiche. Ribassi poi anche per Edison e Unicredit, anche perché conpartecipata per il 4,988% dalla Banca centrale libica e per il 2,59% dalla Lia. Impregilo, dopo la chiusura dei mercati, sembra aver annunciato invece il rimpatrio di alcuni suoi dipendenti dalla Libia. Anche la BP (la stessa azienda coinvolta nel disastro nel Golfo del Messico) pare stia evacuando il suo personale, anche se quello "non essenziale". L'Eni invece sembra che stia provvedendo al rimpatrio dei familiari dei dipendenti in Libia e del personale non operativo.

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