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Monti non frena lo spread Btp-Bund. Perché "comandano i mercati"

Chi pensava che l'arrivo di Mario Monti al governo potesse interrompere di netto la crisi si sbagliava. Le Borse chiudono in calo, lo spread tra Btp e Bund risale mentre la BCE dimezza gli acquisti dei titoli di Stato dell'area euro. Forse perché ormai "comandano i mercati".

I mercati tornano con il loro pressing. Nonostante la nomina di Mario Monti, che sembrava nel Bel Paese aver risolto tutti i problemi, Piazza Affari chiude in calo e lo spread tra Btp e Bund tedeschi sale nuovamente (raggiunti i 492 punti base). L'asta sui titoli di Stato è andata a buon fine, piazzati tutti i 3 miliardi offerti, ma i rendimenti sono schizzati al 6,29% (in aumento dal 5,32% dell'ultima asta). Da ricordare che rendimenti al 7% sono l'anticamera per chiedere quegli stessi aiuti finanziari elargiti dall'Unione europea a Irlanda, Portogallo e Grecia. La BCE, guidata dall'italiano Mario Draghi, non sembra aiutare la situazione finanziaria italiana, visto che la scorsa settimana la Banca centrale europea ha ridotto drasticamente l'acquisto dei titoli di Stato dell'area euro, passando da 9,52 miliardi di euro a 4,478 miliardi, nell'ambito, viene spiegato, del programma Securities Market Programme. Ma anche a causa, pare, "del balzo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani che sono arrivati a toccare livelli record oltre la soglia del 7%" (Corriere.it - http://is.gd/kaU2Qh). Il presidente della Bundesbank e membro del consiglio direttivo della BCE, Jens Weidmann, spiega inoltre che l'utilizzo della "politica monetaria in risposta a bisogni fiscali deve giungere al termine". Ma perché, invece, la BCE non acquista "in massa i titoli di Stato italiani", riuscendo così a "mantenere a un livello basso costante i tassi"? si chiede tra gli altri anche Paolo Barnard (http://is.gd/6kMsYc). Sul suo sito (http://is.gd/DVXXJD) il giornalista Paolo Barnard spiega che non bisogna rimanere ingannati "dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE". "Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero - insiste Barnard - infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri", concludendo che "Draghi poteva agire, eccome" mentre ora è stata decretata la "fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento". Il Commissario agli affari economici Olli Rehn sottolinea che la "diagnosi dell'economia italiana non cambia solo perché è cambiato governo in Italia". Ciò che deve cambiare, ipotizza forse qualche attento analista, è infatti la politica italiana, perché progressivamente anche il nostro governo, come sembra aver cominciato già a fare, non farà altro che "richiamarsi all'onnipotente natura delle cose che in un'economia transnazionale obbliga ad agire in un determinato modo". Per finire dritti, quindi, nella "trappola della globalizzazione" (di Hans-Peter Martin e Harald Schumann, Edition Raetia, 1996 - http://is.gd/gI7HVN - http://is.gd/DIqqQP).

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