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Grecia, dopo le urne via dall'euro? E le Borse europee crollano

La Grecia quasi sicuramente non riuscirà a formare un nuovo governo, e dovrà tornare alle urne. Se vincerà Syriza, Atene potrebbe uscire dall'euro, e ciò mette in allarme le Borse europee.

Quasi sicuramente la Grecia dovrà tornare alle urne, visto che per stasera è stato fissato quello che probabilmente sarà l'ultimo giro di consultazioni tra i quattro principali partiti (Nea Dimokratia, Pasok, Syriza e Neo Dimokratia) che finora non hanno trovato alcun accordo per la formazione di un nuovo governo. Tutti i sondaggi, in caso la Grecia dovesse votare nuovamente, danno come possibile vincitore la Coalizione della sinistra radicale, Syriza, che ha già annunciato che non entrerà a far parte di un governo che avallerà le misure di austerity imposte dall'UE e dall'FMI. La paura dei mercati è che quindi la Grecia potrebbe presto decidere di uscire dall'euro, lasciando con un pugno di mosche (o meglio di carta straccia) i creditori internazionali. Se a questo si aggiunge la sconfitta del partito di Angela Merkel nel Nord Reno-Westfalia, era prevedibile che per le Borse europee questo lunedì si sarebbe chiuso in rosso, specialmente nei mercati più deboli, quali Spagna e naturalmente Italia, che si aggiudica ancora una volta la maglia nera, escludendo come sempre Atene, che crolla a meno 4,27%.
A Milano l'indice Ftse Mib cede il 2,74% a 13.660,87 punti, mentre Madrid l'Ibex perde il 2,66% a 6.809,4 punti. L'Ftse 100 di Londra segna invece un meno 1,97% a 5.465,52 punti, il Dax di Francoforte arretra dell'1,94% a 6.451,97 punti mentre il Cac 40 di Parigi perde il 2,29% a 3.057,99 punti.
Vola anche lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi, che a seconda delle piattaforme va dai 430 ai 430 punti base.

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