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Consob: comunicare vendite allo scoperto. Occhi puntati su speculatori

La Consob, dopo il venerdì nero di Piazza Affari, cerca di arginare le possibili speculazioni sul mercato e, dopo una riunione della Commissione comunica di aver "approvato un nuovo regime di trasparenza in materia di vendite allo scoperto".

La Consob, dopo il venerdì nero di Piazza Affari, cerca di arginare le possibili speculazioni sul mercato e, dopo una riunione della Commissione, in una nota , provvedimento che avrà efficacia a partire da lunedì 11 luglio fino al 9 settembre 2011. A partire da questo inizio di settimana, quindi, "gli investitori che detengano posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani sono tenuti a darne comunicazione alla Consob". La "vendita allo scoperto" è "un'operazione finanziaria che consiste nella vendita, effettuata nei confronti di uno o più soggetti terzi, di titoli non direttamente posseduti dal venditore", come spiega Wikipedia, dove si evidenzia che appunto "in generale con questa terminologia si denominano tutti i tipi di operatività finanziaria attuata con l'intento di ottenere un profitto a seguito di una tendenza o movimento ribassista delle quotazioni di titoli (azioni, strumenti, beni) prezzati in una borsa valori". La vendita allo scoperto è quindi una specie di prestito temporaneo di titoli, spesso forniti da una banca o da un intermediario finanziario, che vengono forniti allo "short seller" (venditore allo scoperto) che li vende subito dopo. La stessa Wikipedia sottolinea che "la vendita allo scoperto viene normalmente considerata come un'operatività finanziaria di tipo prettamente speculativo". La Consob, nell'approvare quindi questo nuovo regime di trasparenza, evidenzia da una parte il rafforzamento dei suoi "poteri di vigilanza nell'attuale fase di mercato, caratterizzata da un elevato livello di volatilità nell'andamento delle quotazioni" mentre dall'altra sottolinea che in tal maniera "la normativa italiana viene allineata a quella in vigore nei principali Paesi europei, Germania in primis". "In particolare - continua la nota - dovranno essere rese note alla Consob le posizioni nette corte relative ai titoli azionari delle società quotate in Italia, quando superino determinate soglie quantitative. Il primo obbligo di comunicazione scatta al raggiungimento di una posizione netta corta uguale o superiore allo 0,2% del capitale dell'emittente. Successivamente l'obbligo si attiva per ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale". Sul sito della Consob è disponibile l'intero testo della delibera (http://is.gd/tc4VQp). All'Adnkronos Lamberto Cardia, presidente della Consob dal 2003 al 2010, sostiene che "in presenza di una situazione di grave crisi" le vendite allo scoperto "andrebbero totalmente vietate per il periodo necessario o al massimo consentite nell'ambito della giornata" perché "è preferibile una riduzione per brevi periodi dei movimenti di mercato piuttosto che assistere ai gravi danni che si determinano a carico di societa' quotate, anche strategiche per il Paese".

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