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Borsa: Shanghai crolla a -8,49% e "vendita da panico" trascina giù Europa

Inizio di settimana nero per i listini asiatici. Shanghai crolla come mai dal 2007, con un meno 8,49% e la "vendita da panico" trascina giù le Borse europee, mai così male dal 2011. Scende ancora il prezzo del petrolio.

Inizio di settimana nero per i listini asiatici. L'indice di riferimento della regione, l'Asia Pacific Index, ha subito il peggior calo dall'agosto 2011 perdendo il 4,9% mentre Shanghai crolla come mai dal 2007, con un meno 8,49%. Male anche l'indice di Shenzhen che ha perso 7,83%.
A Piazza Affari invece, sono saliti a 18 i titoli sospesi in Borsa dove l'indice Ftse Mib cede il 4,65% a 20.735 punti. Mediolanum e Telecom sono stati tra quei titoli esclusi dalla sospensione, i quali però perdono ripsettivamente il 5,96% ed il 5,43%. Non va meglio il listino di Atene con l'indice di riferimento che cede il 4,2 per cento. Il calo però riguarda tutte le Borse europee, tanto che la seduta di oggi risulta la peggiore dal 2011. I timori per l'economia cinese spingono infatti a un vero e proprio "panic selling", cioè una "vendita da panico". Anche il Bombay Stock Exchange di Mumbai, in India, ha chiuso infatti in calo di quasi il 6%. L'indice principale Sensex ha perso il 5,94%, la perdita più elevata da gennaio 2008. Crolla ancora, inoltre, il prezzo del petrolio ed a Londra il Brent è sceso sotto i 45 dollari al barile, per la prima volta al 2009. In questo caso, a pesare sopratutto sul prezzo del petrolio la scelta dell'Iran di aumentare la sua produzione.

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