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Asta Bot e Ctz un successo. Dimezzati i rendimenti. Ma spread non cala

Il ministero dell'Economia riesce questa mattina ad essegnare quasi tutti gli 11 miliardi di titoli di Stato, tra tra Bot semestrali e Ctz (Certificato del tesoro zero-coupon), registrando inoltre un grosso ribasso dei tassi di rendimento. Ma lo spread continua a rimanere a livelli record.

Il ministero dell'Economia riesce questa mattina ad essegnare quasi tutti gli 11 miliardi di titoli di Stato, tra tra Bot semestrali e Ctz (Certificato del tesoro zero-coupon) a due anni, registrando inoltre un grosso ribasso dei tassi di rendimento medio che passano dal 6,504% al 3,251% (Bot) e dal 7,814% al 4,853% (Ctz). L'accoglienza dei mercati è stata quindi buona, tanto che la collocazione dei titoli di Stato italiani ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutta la Borsa europea, che prosegue con un segno positivo. Anche lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti sembra continuare a scendere, tanto che il mercato archivia la prima metà della seduta con un differenziale di rendimento che passa dai 508 punti base a 488, con il tasso del decennale italiano che scende dal quasi 7% di ieri (anticamera del default) al 6,74%. Nel pomeriggio Milano perde però punti chiudento in rosso, a causa dell'avvio debole dei listini americani, e anche lo spread Btp-bund risale oltre i 500, con il rendimento che sale nuovamente al 7%, perché "gli investitori devono guadagnare ancora un po' di fiducia sulle lunghe scadenze" e quindi "sarà fondamentale vedere come andranno le aste dei titoli a cinque e dieci anni, in programma domani", spiega in una intervista (La repubblica http://is.gd/F3onuo), Gregorio De Felice, capoeconomista di Intesa Sanpaolo.

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