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Bobo Vieri spiato: Inter e Telecom condannate a un milione di euro

Bobo Vieri ottiene la sua prima vittoria nel procedimento contro l'Inter e Telecom Italia, accusate dal calciatore di averlo pedinato e spiato, anche attraverso tabulati telefonici. L'Inter e Telecom condannate ad un risarcimento di un milione di euro.

Arriva la prima sentenza del processo che vede l'Inter e Telecom Italia accusate da Bobo Vieri di averlo spiato e pedinato durante la sua militanza in nerazzurro, tra il 2000 e il 2001 e nel 2004. Sentenza che va a favore di Bobo Vieri, visto che il giudice ha condannato l'Inter e Telecom Italia a risarcire in solido l'ex calciatore per un milione di euro, più interessi e spese processuali. In realtà Bobo Vieri di milioni ne chiedeva 12 a Telecom e poco più di 9 all'Inter, perché sostiene che nel periodo dei pedinamenti e dello spionaggio, attuato anche attraverso i tabulati telefonici, aveva cominciato a soffrire d'insonnia e di crisi depressive. Nel maggio scorso, infatti, il legale di Bobo Vieri, l'avvocato Danilo Buongiorno, aveva chiesto al giudice di far accertare i danni subiti dal suo assistito da uno psichiatra e da un medico legale. Secondo l'accusa, del presunto spionaggio ai danni di Bobo Vieri si sarebbe occupato l'ex capo della security di Telecom Giuliano Tavaroli, che ha patteggiato 4 anni e due mesi nel procedimento milanese sui cosiddetti dossier illegali. I documenti su Bobo Vieri, infatti, spuntarono nell'autunno del 2006 nell'ambito dell'inchiesta condotta dai magistrati di Milano sui cosidetti, appunto, dossier illeciti creati all'"ombra" di Telecom. L'anno successivo, Bobo Vieri fece causa all'Inter e a Telecom. Tavaroli nel corso del procedimento avrebbe spiegato di aver ricevuto una telefonata dalla segreteria di Marco Tronchetti Provera, e aver così "girato" la "pratica" all'investigatore privato Emanuele Cipriani, a processo per la vicenda dei dossier illegali. Sempre secondo l'accusa, Adamo Bove, l'ex direttore della Security di Telecom, ebbe il compito, tra il 2002 e il 2003, di raccogliere i dati su Bobo Vieri. L'avvocato del calciatore ha infatti allegato agli atti dell'accusa un cd-rom che l'ex segretaria di Adamo Bove consegnò ai magistrati. Tale cd documenterebbe tutti i contatti telefonici di Bobo Vieri fino al 25 giugno 2004. Adamo Bove è poi morto suicida nel luglio del 2006. "Siamo soddisfatti perché è stato riconosciuto il fatto illecito" dichiara a Repubblica Tv l'avvocato di Bobo Vieri, e anticipa: "Non conosco ancora le motivazioni della sentenza, ma questa potrebbe creare anche un precedente nell'ambito dei pedinamenti".

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