le notizie che fanno testo, dal 2010

Francia: 14enne in stato vegetativo, Ines rischia la fine (vita) di Charlie Gard

In Francia sta per ripetersi la drammatica vicenda del piccolo Charlie Gard. I giudici hanno di fatto decretato la condanna a morte di una 14enne in coma, ordinando ai medici contro la volontà dei genitori di staccare la macchina che le consente di respirare.

Nuovo caso alla Charlie Gard, ma in Francia. Il Consiglio di Stato francese pochi giorni fa ha infatti confermato la sospensione dei trattamenti di sostegno vitale a Ines, una 14enne in stato vegetativo persistente da appena lo scorso giugno.
La decisione, esattamente come successo nella vicenda del piccolo Charlie Gard, va contro la volontà dei genitori, avallata invece dai medici dell'ospedale di Nancy, dove la ragazza è ricoverata.
La coppia si era rivolta proprio al Consiglio di Stato con la speranza di ribaltare la sentenza del tribunale amministrativo del 7 dicembre scorso.
I genitori di Ines infatti negano che contro la figlia ci sia accanimento terapeutico, visto che l'unica macchina da staccare è quella che consente alla 14enne di respirare, oltre a quella per alimentazione e idratazione.

La ragazza, infatti, non subisce alcun tipo di trattamento o cura nel senso stretto del termine. Gli apparrecchi le servono solo per aiutarla a sopravvivere dall'infarto accusato il 22 giugno scorso nella speranza che si risvegli dal coma. Senza il ventilatore, invece, Ines morirà soffocata. I medici invece si sono rivolti al tribunale perché cosiderano la ventilazione e la nutrizione artificiale una "ostinazione irragionevole" nella somministrazione delle cure.

Termini che si ritrovano come copiati e incollati anche nella recente legge sul Biotestamento italiano, tanto che la deputata Eugenia Roccella del gruppo Idea avverte, sulle pagine de L'Occidentale: "Una volta che i sostegni vitali vengono considerati come terapie sottoposte alla cosiddetta 'libera scelta', e che il criterio del favor vitae è distrutto, il risultato è inevitabile: tutto può essere considerato accanimento terapeutico, tutto è soggetto a decisioni di terzi, e paradossalmente della 'libera scelta' non rimane più nulla. Saranno sempre più spesso i giudici a decidere della vita o della morte di persone non in grado di dare il loro consenso, a prescindere dalla volontà espressa dai familiari. Il criterio? Non il fatto che una persona sia un malato terminale, che stia per morire, ma che non sia più autonomo, che non sappia più comunicare con l'esterno".

© riproduzione riservata | online: | update: 10/01/2018

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Francia: 14enne in stato vegetativo, Ines rischia la fine (vita) di Charlie Gard
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI