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Biotestamento: Berlusconi scrive lettera e invita suoi a votare DDL

Alla Camera il ddl sul Biotestamento (o testamento biologico), dopo l'accelerazione voluta e proposta da Pier Ferdinando Casini e la lettera inviata da Berlusconi ai deputati del Pdl, invitandoli a conciliare "l'etica della convinzione con quella della responsabilità".

Oggi riprenderà la discussione, alla Camera, del DDL sul Biotestamento (o testamento biologico), anche se prima vi saranno i lavori sul Documento di economia e finanza che dovrà essere approvato entro il 30 maggio. L'inizio della discussione, dopo il precedente voto del Senato, era ripresa ieri su proposta di Pier Ferdinando Casini che aveva chiesto una inversione dell'ordine del giorno chiedendo che "il voto, qualunque esso sia, venga espresso dal Parlamento senza ulteriori rinvii". Per Casini la preoccupazione maggiore sembra essere quella che "in mancanza di un'iniziativa legislativa siano i giudici a colmare il vuoto con iniziative più o meno estemporanee", e allo stesso modo sembra pensarla anche il premier Silvio Berlusconi che, in una lettera inviata a tutti i deputati del Pdl, scrive: "La gran parte di noi ritiene che sul 'fine vita', questione sensibile e legata alla sfera più intima e privata, non si dovrebbe legiferare, e anch'io la penserei così, se non ci fossero tribunali che, adducendo presunti vuoti normativi, pretendono in realtà di scavalcare il Parlamento e usurparne le funzioni". Silvio Berlusconi chiede quindi ai suoi di saper conciliare "l'etica della convinzione con quella della responsabilità". Il premier scrive: "Nel nostro partito, che rispetta profondamente le libere convinzioni di ciascuno, esistono sensibilità diverse su questo tema, e non è mia intenzione chiedere che queste convinzioni personali siano sacrificate o compresse. Credo però - aggiunge - che il lungo lavoro sul testo di legge abbia portato a un risultato largamente condivisibile di sintesi e di mediazione alta". "Questa legge - spiega ancora Berlusconi - sancisce per la prima volta il principio laico del 'consenso informato', per cui nessun trattamento sanitario può essere compiuto sul paziente senza che questi abbia espresso il proprio consenso, assicurando così la libertà di cura. Nello stesso tempo, traccia un confine netto con l'eutanasia, evitando anche i rischi di accanimento terapeutico". Ieri intanto l'Aula ha già respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'Italia dei Valori e dai deputati Radicali eletti nel PD, oltre che la questione sospensiva al DDL presentata dal Partito Democratico.

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